Il Tirreno

Grosseto

Alcol a minori, tre baristi sotto accusa

di Pierluigi Sposato
Alcol a minori, tre baristi sotto accusa

Una 13enne era stata ricoverata per intossicazione, il sospetto è che gli shottini le siano stati venduti illecitamente

4 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Erika (il nome è di fantasia) quasi non voleva entrare in aula. Doveva raccontare di quelle volte che insieme alle amiche buttava giù gli shottini, nelle notti d’estate in riva al mare, quando aveva 14 anni o poco più. Di quella volta che una delle sue amiche bevve fino a sentirsi male, da finire al pronto soccorso. Non se la sentiva, forse si vergognava anche per la presenza del padre.

Poi Erika ha parlato e insieme a Stefania (idem) ha rimesso insieme i pezzi di quell’estate 2014, di quelle sere in cui frequentava lo stabilimento balneare “Il Faro” di Castiglione della Pescaia. Il cui titolare, Alessio Milani, è imputato perché sospettato di aver somministrato bevande alcoliche ai minori di sedici anni. Con lui davanti al giudice Giovanni Puliatti anche i due baristi del chiosco, Stefano Carraresi e Sakarie Abdiranman Sceik. I fatti contestati sono quelli avenuti tra il luglio e l’agosto 2014 ma ciò che più era risaltato agli occhi della Procura era quanto avvenuto la notte tra il 9 e il 10 agosto, quando Eleonora (altro nome di fantasia) era stata ricoverata per un’intossicazione acuta da alcol. «Mi ricordo di essermi svegliata al pronto soccorso», aveva raccontato alla polizia di stato che l’aveva sentita due giorni dopo, alla presenza della madre; Eleonora ieri non c’era, sarà sentita alla prossima udienza, fra un paio di mesi. Le sarà chiesto, in quella sede, di confermare tra l’altro se era vero che - insieme a tre coetanee - aveva chiesto a ragazze maggiorenni di acquistare per lei delle bottiglie di vodka in un negozio del centro. E poi, soprattutto, cosa era successo al bar de Il Faro, non solo la sera del 9 agosto (era un sabato) ma anche quella del 2 precedente, quando sempre insieme alle amiche avrebbe acquistato direttamente gli alcolici.

Le domande della viceprocuratrice onoraria Elena Bartolini a Stefania e a Erika ieri sono state finalizzate a inquadrare l’atmosfera e i fatti di quell’estate 2014. Chi c’era al bancone? I difensori Cecilia Dragotta e Michele Mensi hanno voluto che le ragazze fossero precise, indicando i nomi. Impossibile però per loro riconoscerli anche attraverso l’album fotografico mostrato. La Procura era arrivata ai nomi di tre imputati attraverso gli ordini di servizio, da cui si ricavava chi era al lavoro in quel chiosco. E comunque, ha aggiunto il commissario di polizia che aveva condotto gli accertamenti, i due nomi erano stati forniti in sede di ricorso, dal momento che il 14 agosto di quell’anno il questore aveva sospeso per dieci giorni la licenza di somministrazione di alimenti e bevande. Una notizia comparsa anche sugli organi di informazione.

L’altra ragazza ha invece specificato che non si era avvicinata direttamente al bancone. Entrambe hanno comunque confermato che c’erano molti minorenni con il bicchiere in mano: e dentro a quel bicchiere c’erano alcolici, serviti dal bar de Il Faro a loro stessi, direttamente.

Ballo e sballo, quando al massimo ragazzini di quell’età si sarebbero potuti permettere un gelato e un’aranciata. «Andavamo lì perché c’era la musica e perché c’era da bere», ha ammesso una delle due testimoni di ieri. Il quadro che si era presentato in fase di indagine alla polizia era chiaro: «shottini, cioè bicchierini di superalcolici da bere tutto d’un fiato, che a Il Faro dopo la mezzanotte vengono venduti al prezzo di 1 euro, in modo da invogliarne l’acquisto e l’assunzione». Tre euro, invece, prima della mezzanotte, come fatto mettere nero su bianco dalle stesse ragazze. E anzi, una di loro - all’epoca 13 anni - che chiameremo Grazia aveva raccontato alla polizia che Eleonora quel 9 agosto si era rivolta alla mamma di un’amica comune, chiedendole di acquistare per suo conto birre e shottini al banco del bar. Ogni volta Eleonora consegnava i soldi alla donna e ogni volta quest’ultima tornava con gli alcolici acquistati al bar. La stessa ragazza aveva riferito di un episodio capitato a lei, il 19 luglio precedente: quella sera aveva mandato giù due birre e sei-sette shottini, tutti acquistati come da lei riferito al banco del bar senza che nessuno le avesse chiesto nulla, si era sentita male, si era svegliata al pronto soccorso. Il 9 agosto c’era anche lei, Grazia: aveva raccontato di aver bevuto solo un sorso della vodka acquistata da Eleonora, aveva paura di sentirsi male un’altra volta. Qui le dichiarazioni di Grazia e di Eleonora si incrociano e sono concordanti.

Episodi di malori non sarebbero stati infrequenti. In quella stessa estate ce ne sarebbero stati tre. Anche sulla base di questo rapporto, il questore aveva deciso di sospendere la licenza a Il Faro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web