Il Tirreno

Grosseto

le linee del documento di programmazione

«Unione dei Comuni, stipendi da salvaguardare»

MASSA MARITTIMA. Il primo obiettivo, nonché il più complicato, è quello di assicurare il salario e il rispettivo lavoro degli operai forestali, chiamati a farsi carico di un territorio grande quadi...

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MASSA MARITTIMA. Il primo obiettivo, nonché il più complicato, è quello di assicurare il salario e il rispettivo lavoro degli operai forestali, chiamati a farsi carico di un territorio grande quadi cinquecento chilometri quadrati. E per questo servirà l’intervento della Regione.

Poi c’è il mantenimento dei servizi, nell’ottica di abbattere i costi senza intaccarne la qualità. Ma ci sono anche politiche che vogliono incentivare le molte realtà produttive presenti sui colli, come quelle che mirano a garantire una migliore sorveglianza della zona, così da accrescere la sicurezza percepita dai cittadini.

Sono questi i cardini del Documento unico di programmazione 2017/2019 appena approvato dall’Unione dei Comuni Colline Metallifere, che punta, in base alla disponibilità delle risorse, a coordinare la politica dei tre enti coinvolti (Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo) verso un percorso condiviso, sempre più incentrato in un’unificazione delle funzioni e delle azioni da mettere in campo. La volontà della giunta dell’Unione di dare una marcia in più al territorio c’è tutta (dalla semplificazione amministrativa nel rilascio di certificati fino al turismo), quello che manca semmai sono i soldi. Ecco perché al primo posto tra i pensieri dell’ente c’è la salvaguardia degli stipendi degli operai forestali, passati da settantacinque a centoquattordici nell’ultimo anno dopo che all’Unione maremmana è stata affidata la gestione dei boschi grossetani e livornesi. Già a inizio 2016, infatti, si era registrato un gap «tra il costo unitario della manodopera ed il relativo finanziamento regionale (24.500 euro ad operaio) del programma annuale di interventi - si legge sul documento - che non copre neppure il 70 per cento in quanto vanno aggiunte tutte quelle spese per beni, servizi, mezzi d'opera e di trasporto necessarie a realizzare gli interventi».

Alla fine comunque l’anno si è concluso riuscendo a garantire tutti i salari: «ma questo è stato possibili soltanto grazie al forte sacrificio dei Comuni membri che hanno rinunciato a vedere scorporate dalle spese dell’Unione sostenute per le gestioni associate i contributi regionali e statali» continua il documento, prevedendo quindi una richiesta più puntuale dei contributi regionali per questo settore.

C’è poi anche un altro compito imposto dalla Regione all’Unione e anche questo non è dei più semplici. «Un altro obiettivo strategico era e resta l’integrazione dei servizi e degli interventi già gestiti con quelli di nuova acquisizione - recita il teso - anche se il territorio assegnato è troppo vasto e troppe sono le sedi da gestire». Grane non semplici da risolvere, che comunque non impediscono all’Unione di guardare anche verso uno sviluppo del territorio, partendo proprio dalle attività produttive, legate soprattutto all’agricoltura. Ad esempio, prevede il documento, «è ipotizzabile una migliore produttività derivante dalla possibilità di affiancare l’attività olivicola e vitivinicola compensando le eventuali fasi di stagnazione dei due settori».

Senza dimenticare altri temi, come il turismo, tra la valorizzazione di strutture esistenti e la creazione di centri estivi per ragazzi. Oppure la sicurezza, su cui l’obiettivo dell'Unione è chiaro: «migliorare il livello di sicurezza percepito dalla popolazione».

Alfredo Faetti

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