Meteo
«Siamo noi i primi a preoccuparci dei nostri clienti»
GROSSETO. «L’iniziativa del sindaco era lodevole ma non serviva a combattere la ludopatia. Colpiva solo una piccolissima parte dei giochi legali, senza affrontare il problema nella sua complessità»....
GROSSETO. «L’iniziativa del sindaco era lodevole ma non serviva a combattere la ludopatia. Colpiva solo una piccolissima parte dei giochi legali, senza affrontare il problema nella sua complessità». Sono le parole di Riccardo Maestrelli, vice presidente di Assointrattenimento e presidente della società Gaming, una di quelle che aveva presentato ricorso e che in città gestisce la sala giochi Argento Palace. «Il nostro personale - continua - segue dei corsi specifici sulla ludopatia. Se ci accorgiamo che qualcuno dei nostri clienti ha un problema di compulsività lo allontaniamo noi per primi». Il problema semmai è un altro, almeno secondo Maestrelli. «Non esiste un canale che ci metta in contatto con l’Asl - aggiunge il vicepresidente di Assointrattenimenti di Confindustria - per segnalare situazioni di patologia. Quello invece sarebbe un sistema sul quale lavorare tutti insieme».
Dopo l’ordinanza del sindaco, la società Gaming ha dovuto licenziare cinque persone. «Ora se torniamo a regimi di normalità - aggiunge - possiamo anche tornare ad assumere. Quello che è chiaro è che non possiamo farlo se la sentenza del 31 maggio sarà contraria alla sospensiva. Ma a leggere le basi dell’ordinanza del Tar possiamo ben sperare».
Colpire le slot e le società che le gestiscono quindi, per gli operatori del settore, non è la soluzione contro la ludopatia. «Ci sono tantissimi giochi legali - dice - bisognerebbe occuparsi anche di quelli». (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
