Il presidio
«Sette ganasce» e le rimostranze del capitano
Mallozzi era soprannominato «Sette ganasce» ha detto l’allora capitano Alessandro Carrozzo, all’epoca direttore delle verifiche della tributaria: «Il nome gli era stato dato da altri reparti, ed era...
Mallozzi era soprannominato «Sette ganasce» ha detto l’allora capitano Alessandro Carrozzo, all’epoca direttore delle verifiche della tributaria: «Il nome gli era stato dato da altri reparti, ed era riferito alla mandibola, non al blocca auto». Non è stato tenero l’ufficiale, adesso in servizio in Umbra, con il suo superiore: «Mallozzi si presentò dai Gori come comandante del nucleo e chiese un preventivo per la Bmw. Una volta in ufficio, io andai da lui facendo rilevare la mia disapprovazione e comunque diffidandolo da fare di nuovo qualcosa del genere in serizio. Lui non lo fece più. Riferii di questo episodio anche al comandante Greco». Critiche anche quando Mallozzi disse ai Gori di rivolgersi a lui per la verifica: «Protestai, ciò poteva inficiare la nostra attività».
Sentito anche il capopattuglia, il maresciallo Antonio Buono, esperto in verifiche in autosaloni: per Gori il problema è che l’usato era venduto a meno di quanto era stato acquistato; non vennero dati documenti sulle deduzioni dei costi. (p.s.)
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