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«Quella con Mallozzi non fu trattativa normale»
Parla il titolare della concessionaria dove l’ufficiale acquistò una Bmw nel 2011 Da poco si era conclusa una verifica del nucleo tributario da lui comandato
GROSSETO. Il fatto che un ufficiale della guardia di finanza si presentasse alla concessionaria, durante una verifica fiscale chiusa con una sanzione da 1,4 milioni di euro («non avremmo potuto pagare, avremmo chiuso»), chiedendo informazioni sull’acquisto di un’auto era «una situazione un po’ imbarazzante», anche perché quella «non fu una normale trattativa: il suo ruolo pesava, non era come con un normale cliente». Sono parole di Luca Gori, titolare e socio con il fratello Andrea (di cui sono state acquisite le dichiarazioni in fase di indagine) della Fratelli Gori Bmw Mini, chiamato a testimoniare davanti ai giudici.
Fatti privati e compiti pubblici sono intrecciati nella vicenda che ha finito per mettere sotto processo l’ex comandane del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Grosseto, Maurizio Mallozzi, allora maggiore, non più a Grosseto, accusato di concussione, ieri assente. La Procura sospetta che l’ufficiale abbia abusato del proprio ruolo, mettendo i Gori in soggezione psicologica. La difesa punta a far precisare i fatti e le circostanze, anche con i listini alla mano.
Tutto ruota su quella Bmw 520 che Mallozzi acquistò a settembre 2011, a verifica conclusa (febbraio-giugno), dando in permuta la Mercedes C200 Avantgard del 2008 con 135mila km sulle spalle. Alle domande del sostituto procuratore Marco Nassi, che ha chiesto spiegazioni anche su costi, sconti, politiche aziendali e altro, Gori ha spiegato che di quell’auto aveva dato a febbraio una valutazione di 25.000 euro (base Quattroruote) «per esperienza o per mercato», mentre più correttamente sarebbe stata tra i 18,5 e i 23. Il prezzo finale, chiavi in mano, fu di 47.400 euro, con uno sconto del 15 per cento («in genere è tra l’8 e il 12»). Mallozzi aveva versato 22.400 euro, il resto era coperto dalla permuta (la Mercedes fu rivenduta l’anno successivo a 21.500 euro). Si partiva da 55.781 euro, mentre i Gori l’avevano acquistata per 44.485 euro. La Bmw fu immatricolata dai Fratelli Gori che l’avevano ordinata: «Avevamo spazio maggiore per lo sconto». All’epoca in cui fu sentito dalla guardia di finanza dichiarò che era stata una «procedura irregolare», ha fatto fa notare Nassi: «L’intestazione a noi era pianificata». Disse che fu fatto uno sconto maggiore: «Confermo». Però, ha aggiunto Gori, operazioni di quel genere potevano avere un senso anche a margine 0, nel senso che andava considerato l’obiettivo “numero” auto vendute e non il guadagno.
Quando Mallozzi si dimostrò interessato all’acquisto? «A verifica conclusa. Ma pensava alla Bmw durante la verifica. Già la prima volta? Sì». La verifica (Processo verbale di contestazione, il Pvc) fu consegnato a fine giugno ai Gori, in caserma, nell’ufficio di Mallozzi. E fu in quei giorni che i Gori seppero («dal nostro commercialista», ha precisato di fronte alle domande del difensore di Mallozzi, l’avvocato Carlo Valle) che la moglie di Mallozzi lavorava all’Agenzia delle entrate di Grosseto. Gori ha riferito anche che l’ufficiale gli aveva riferito della possibilità del ricorso e che, anzi, in seguito aveva chiesto dell’esito. «Questa sanzione da 1,4 milioni ci veniva presentata come qualcosa di leggero, come se si trattasse di una cifra che potevamo facilmente reperire, come se avesse interessato un’altra persona». Già, ma quali erano stati i suoi sentimenti, Gori? ha chiesto il pm: «Io ritenni inappropriato l’approccio all’acquisto: era una mia perplessità», anche perché sapeva del codice deontologico che impedisce ai verificatori di effettuare acquisti per un certo periodo negli esercizi ispezionati. Aveva soggezione nei confronti di Mallozzi? «Imbarazzo. Non ho mai pensato che la trattativa per l’auto fosse l’ago della bilancia».
Ma Mallozzi paventò mai possibili ritorsioni? ha chiesto il difensore Valle? «No». In quel caso ci fu «soggezione, timore riverenziale per la divisa». Sulla 520, Gori ha precisato che la Bmw dà dei premi per il ritiro dell’usato e che quella «non era il tipo di auto sulla quale puntavamo per fare i numeri». Ma il trattamento di favore sarebbe stato riservato anche ad altri ufficiali della guardia di finanza? «Sì». Contrasto tra accusa e difesa su questi e altri punti. Gori ha tenuto a precisare che un venerdì erano venuti due marescialli preannunciando che il lunedì sarebbero arrivati in concessionaria i vertici locali per un interrogatorio: «Dopo che nel 1998 arrivarono a sirene spiegate 11 militari, con 5 clienti dentro, per una verifica, io non mi aspetto mai niente di rassicurante...».
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