La marcia di Ogghy: favola e dramma
Scomparso a Grosseto nel 2015, torna alla sua casa di Scandicci nel 2017. E muore
GROSSETO. Il suo cuore ha sopportato tutte le fatiche di un cammino lungo 140 chilometri tra la Maremma e Firenze e lui non ha smesso di lottare – seguendo chissà quali strade e chissà quali istinti – finché non è tornato a casa.
Certe cose del resto le senti e basta. Bella Pezzoli, ad esempio, lo ha sentito subito che quel micio malconcio trovato a miagolare di fronte la porta di casa era il suo Ogghy, smarrito diciassette mesi prima. Anche Ogghy ha sentito che quella era la strada di casa, pur senza conoscere il percorso né quali ostacoli avrebbe incontrato attraversandolo. Il suo istinto aveva ragione, ma il suo cuore non ha retto a tutte le fatiche che è stato chiamato ad affrontare e – finalmente tornato a casa – dopo appena dieci giorni ha smesso di lottare.
È una grande storia d’amore quella scritta fra Grosseto e Scandicci. La storia di Bella Pezzoli, grossetana d’origine, che a Scandicci, dove abita, riabbraccia il suo gatto, smarrito nell’agosto 2015 durante le vacanze in Maremma. Un anno e mezzo dopo Ogghy è tornato a casa con le sue zampe, passo dopo passo, mosso da una forza più forte della fantasia. «Spero possa passare comunque un messaggio positivo», dice Bella tra le lacrime commentando questo magico ritorno in un video facebook. «Se vedete un animale in difficoltà, aiutatelo».
Che si trattasse proprio di Ogghy non c’erano dubbi. Il gatto tornato a miagolare alla porta di Scandicci, oltre ad avere lo stesso manto e gli stessi comportamenti di Ogghy aveva anche la stessa cicatrice. «È un sospiro di sollievo, anche per mio figlio, molto legato ad Ogghy», racconta Bella al Corriere Fiorentino, che per primo raccoglie e rilancia questa vicenda al sapor di favola.
Bella i gatti li ama, ne ha altri sei a Scandicci. «Non scorderò mai quelle vacanze in Maremma: le ho trascorse svegliandomi tutte le mattine alle 6 per andare a cercarlo». Era l’agosto del 2015 e come ogni estate la donna con la sua famiglia era venuta a godersi il relax della Maremma. «Quell’anno, per non lasciarlo solo a casa, dato che non poteva guardarmelo nessuno, lo portai con me a Grosseto da mia cugina, cosa che non avevo mai fatto prima», racconta. Bella e la sua famiglia erano sistemati dalla madre, in via Clodia, mentre la cugina abita in via Mozambico. Solo che Ogghy ha capito subito che quella non era casa sua e quando nessuno lo ha visto si è avvicinato alla zanzariera, l’ha aperta con le unghie ed è fuggito. Da quel momento, nessuno l’ha più visto. «Ho lanciato appelli via social e ho chiamato anche i volontari delle associazioni animaliste della zona sperando che potessero darmi una mano», racconta Bella, che Grosseto la conosce bene e non ha avuto difficoltà a cercare anche negli angoli più nascosti della città, aiutata dai parenti e da alcuni dei volontari che aveva contattato. Ma non c’è stato nulla da fare. Ogghy era sparito nel nulla.
Il 4 gennaio 2017 l’incredibile ritorno a casa. Dimagrito e malmesso, però. Tanto che il suo corpicino non ha resistito più di una settimana e ieri, dal veterinario, si è addormentato per sempre, lasciando dietro di sé una storia incredibile, magnifica e drammatica, simbolo comunque dell’amore che può legare l’uomo e l’animale.
Alfredo Faetti
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