Il presidio
Emergenza sangue Appelli ai donatori
Grosseto in difficoltà, rinviato un intervento al Misericordia
GROSSETO. Negli ospedali toscani manca sangue. E il Misericordia di Grosseto non fa eccezione. Anzi. Ieri il professor Pietro Paolo Bianchi, primario della chirurgia, è stato costretto a rimandare un delicato intervento chirurgico a cielo aperto (quindi con un significativo bisogno di sangue), programmato da tempo su una donna con recidiva tumorale. Non è una novità assoluta. Era già successo in passato, in alcune occasioni, ma stavolta l’emergenza è particolarmente seria. E prolungata. L’operazione saltata mercoledì verrà effettuata la prossima settimana. Nel frattempo, attraverso il coordinamento regionale sangue, si provvederà ad accantonare la scorta necessaria.
La compensazione e gli scambi con gli altri ospedali toscani sono all’ordine del giorno. Da Grosseto partono spesso sacche rosse destinate alle chirurgie dove si effettuano trapianti. Ora però ci sono difficoltà ovunque. L’allarme, ieri sera, è stato rilanciato anche dalla direzione del Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità. «Il maltempo di questi giorni, unito al picco influenzale e ad altri fattori stagionali, ha provocato un grave carenza di sangue in alcune regioni italiane, con oltre 2.600 unità di globuli rossi mancanti negli ospedali». Per le strutture regionali che si occupano del coordinamento delle attività trasfusionali è partito un ordine preciso: contattare le associazioni di donatori e far fronte all’emergenza.
«Le cause della carenza sono multifattoriali – spiega Giancarlo Maria Limbruno, direttore del Centro nazionale sangue – ma sicuramente può aver inciso l’epidemia influenzale che, complice il calo delle vaccinazioni, ha già colpito molte più persone rispetto allo scorso anno e si può ipotizzare che anche il maltempo stia tenendo a casa i donatori».
Gennaio, inoltre, è un mese solitamente povero di donazioni. Lo conferma Carlo Sestini, presidente provinciale di Avis: «È vero, dopo le feste c’è chi non è in forma, chi pensa di non esserlo e teme che gli vengano riscontrate analisi scoraggianti. D’altra parte il donatore deve essere in forma. A posto. Insomma, nel dubbio, si preferisce non presentarsi al centro trasfusionale».
In Maremma c’è bisogno soprattutto di 0+, 0-, A+ e A-, anche se in questi giorni la carenza di sangue è significativa pure per gli altri gruppi sanguigni. Non a caso tutte le associazioni vengono mobilitate per sensibilizzare i donatori. Regioni che in passato erano pilastri del sistema, come appunto la Toscana, sono in difficoltà.
Anche in altri ospedali toscani procedono solo le attività chirurgiche gravi e inderogabili. Per un intervento chirurgico – spiegano dal Misericordia – si utilizzano, a seconda della complessità, da 2 a 10 sacche, in casi eccezionali anche 20.
Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa organizzeranno già dai prossimi giorni nuove campagne di comunicazione per rilanciare il messaggio della donazione. «Come accaduto altre volte in passato – conclude Sestini – vista la carenza di sangue intero, registreremo una virata dalle donazioni di plasma verso quelle di sangue. Siamo dispiaciuti di questa situazione ed è importante non mollare, non abbandonare le campagne di sensibilizzazione alla donazione di sangue. Le malattie non vanno in ferie e non conoscono festività. La risorsa sangue è importante per salvare le vite, per il sociale e anche per l’economia. Si stima che grazie al sistema delle donazioni siano stati risparmiati centinaia di migliaia di euro dal comparto sanitario locale».
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