Il presidio
MA SE INVECE DI SEPPELLIRE PROVASSIMO A RESUSCITARE?
di EMILIO GUARIGLIA Lo dice la parola stessa: chiudere uguale spegnere, tombare, rinunciare. Chiudere il condominio 167 Nord sarebbe una spesa a fondo perduto, a dispetto di una città che mai come...
di EMILIO GUARIGLIA
Lo dice la parola stessa: chiudere uguale spegnere, tombare, rinunciare. Chiudere il condominio 167 Nord sarebbe una spesa a fondo perduto, a dispetto di una città che mai come oggi ha invece fame di investimenti. Il condominio in questione di notte è un luogo non frequentato, un non luogo, terra di sbandati. Questo provoca danni materiali alle strutture, emotivi (e pratici) ai residenti della zona, d’immagine (e dunque economici) alle attività commerciali. Mettendo i cancelli si risolve – forse e per poco – solo uno dei problemi, quello della sicurezza percepita. Ma le strutture inutilizzate continueranno a degradarsi, non tornerà la “vita” per i negozi e presto – gli esempi in questo senso sono infiniti – tra un cancello forzato e un varco clandestino gli sbandati si riapproprieranno del loro territorio. Perché quello continuerà a essere un non luogo.
E allora? E allora proviamo per un attimo a immaginare una strategia diversa: e se invece di spendere per un “funerale”, investissimo sulla vita? Le carte in regola il condominio 167 Nord le avrebbe tutte. Decine di negozi e servizi, innanzitutto. Poi un centro sociale per gli anziani. Poi una sala prove per la musica dei giovani. Poi, addirittura, un auditorium polivalente (concerti, teatro, cinema: 300 posti a sedere e acustica perfetta) di proprietà del Comune, ma da quasi vent’ anni consegnato alla funzione di magazzino degli scarti del Museo archeologico. E infine un grande e storico market (la Coop di via Inghilterra) ora chiuso e che quando riaprirà dovrà reinventarsi nuove funzioni.
E se invece che in cancelli, quei soldi (pubblici o privati) li mettessimo in un progetto di riqualificazione sociale? A Grosseto non esiste una sala per teatro e concerti capiente e fruibile a basso costo: l’auditorium, riaperto e ben gestito, potrebbe ospitare spettacoli e attività sociali quasi ogni sera, magari sponsorizzati proprio dai commercianti. E se lì a fianco, di sera, ci fosse un piccolo bar... E se Unicoop attivasse uno spazio “multiuso”, aperto anche di sera... E se...
Ci fermiamo qui. Altrimenti poi dicono che si lavora troppo di fantasia. Eppure Grosseto di fantasia – o se preferite di progetti a lungo respiro – ha bisogno. Il condominio 167 Nord, proprio come le Mura, chiede luce e vita, non cancelli. Centro e periferie invocano rinascita, non sepoltura. È davvero impossibile provarci?
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