Il Tirreno

Grosseto

Elicottero a fuoco, quattro sotto accusa

di Pierluigi Sposato
Elicottero a fuoco, quattro sotto accusa

Querelle per la proprietà della villa Spini Bianchi: il conte Sardagna imputato anche per le minacce all’ingegner Piscicelli

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MONTE ARGENTARIO. Ci sono quattro imputati per l’ennesimo capitolo della querelle per la proprietà di Villa Spini Bianchi, a Monte Argentario. Il filone relativo al principio di incendio appiccato due volte all’elicottero Robinson R-44 dell’ingegner Francesco Maria De Vito Piscicelli e il ritrovamento nella cassetta della posta della villa - da lui occupata - di tre proiettili calibro 9x18 ha indotto la Procura a formulare accuse nei confronti del “rivale” nel contenzioso per il rilascio, il conte Fabrizio Sardagna von Neumburg e Hohenstein Ferrari: sarebbe stato lui, secondo l’imputazione, il mandante e il concorrente morale di questi e altri atti (in parte anche esecutore), che sarebbero però stati materialmente realizzati da tre persone: Luis Annibal Pirrocco, argentino di 45 anni, Silvano Rizzieri, lucano di 57 anni, Nicolae Calbeaza, romeno di 35 anni. Tutti sotto processo davanti al giudice Andrea Stramenga, che però ieri ha rinviato l’udienza al prossimo luglio, a causa dell’assenza di uno dei difensori.

Sardagna avrebbe tra l’altro minacciato di morte Piscicelli annunciando che gli avrebbe incendiato anche la macchina, oltre che l’elicottero (marzo 2013); una velata minaccia sarebbe stata pronunciata da persona non identificata nei confronti della moglie dell’ingegnere («Non faccia andare a scuola la bambina», marzo 2013). I quattro devono rispondere anche (estate 2013) della simulazione a carico di Piscicelli del reato di detenzione di droga, nascondendo nella villa 920 grammi di una sostanza non stupefacente che eppure reagiva al narcotest della cocaina e telefonando due volte ai carabinieri (l’avrebbe fatto Rizzieri, richiesto da Pirocco per conto di Sardagna): «Lui è un grosso spacciatore, la droga è dentro il contatore della corrente vicino al cancello automatico oppure vicino alla piscina»; e poi «Allora, trovata la robba?».

Oltre che all’elicottero, le fiamme erano state avvicinate anche a una Renault Clio posteggiata nella villa (ottobre 2013) e a un capannone in legno (luglio 2014). Nel capo di imputazione c’è anche un colpo d’arma da fuoco esploso vicino alla villa in cui era stato fatto scattare il quadro elettrico (avrebbero agito ignoti). Il primo attacco incendiario contro l’elicottero è datato 30 settembre 2012, il secondo 8 settembre 2014. La Procura contesta in sintesi calunnia, danneggiamento tentato e riuscito, violazione di domicilio, tentativo di estorsione e accensione pericolosa.

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