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A fuoco un seminterrato rifugio dei senzatetto
Grosseto, le fiamme forse sprigionate da un braciere acceso per scaldarsi La rabbia degli abitanti: «Qui drogati e spacciatori: sembra di essere nel Bronx»
GROSSETO. Avevano acceso il fuoco per riscaldarsi nella gelida notte che li aspettava, in un seminterrato in stato di abbandono in zona semicentrale, a Grosseto. Ma il fuoco è sfuggito al controllo e le fiamme hanno in breve invaso il locale.
È questa, secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale di Grosseto, la causa dell’incendio nel locale seminterrato di un palazzo a Grosseto, intorno alle 23 di lunedì 9 gennaio.
Il palazzo si trova in via Tevere 87 e il seminterrato, 2.000 metri quadrati al secondo piano sotto terra, non è utilizzato da chi abita nel condominio, né da altri, se non da senzatetto, spacciatori e tossicodipendenti che da anni si aggirano in zona.
Con i condomini condivide però parte dello scivolo di accesso. Insomma, chi abita lì e vuole andare nel proprio garage, deve condividere un tratto di strada comune.
«È tutto un via vai di sbandati di giorno e di notte», raccontano Francesca Cilli e Luca Picchi, due abitanti del condominio. «Ci dormono, ci si drogano… Noi abbiamo chiamato i carabinieri almeno cinque o sei volte. Spariscono le bici, entrano nei garage, si trovano siringhe dappertutto, escrementi umani, documenti di auto rubate: è il Bronx».
Non solo. Stando al racconto dei due condomini, il seminterrato non sarebbe un rifugio di fortuna. «All’interno ci sono delle piccole stanzette – racconta ancora Luca – dove dormono anche cinque o sei persone. Si sono allacciate alla rete elettrica, ci stanno in pianta stabile».
Al divampare delle fiamme, lunedì sera, tutti i senzatetto sono fuggiti. Non ci sono feriti. Lo stabile, dopo l’intervento dei vigili del fuoco, è stato messo in sicurezza.
Ieri mattina la zona era inaccessibile: la Municipale ha tirato il nastro bianco e rosso sull’accesso. I danni però erano ugualmente visibili: tre portelloni di garage appoggiati al muro esterno e, dentro, giacigli improvvisati, vestiti, rifiuti, suppellettili sbruciacchiate, roba buttata qua e là sul cemento.
Resta, per i condomini, il disagio e la paura di convivere con questi “vicini”, e la rabbia e la frustrazione di doversi rivolgere alle forze dell’ordine per avere sicurezza intorno casa.
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