Clochard in ipotermia Rifiuta il ricovero al rifugio
Era stato trovato con vestiti leggeri per terra ed è stato portato in ospedale Dorme da anni al freddo nella cabina del telefono in piazza de Maria
GROSSETO. «L’assessore al Sociale, quello alla Sicurezza e il comandante della polizia municipale hanno fatto il massimo sforzo per prestare aiuto e assistenza ai meno fortunati ed ai bisognosi». Le parole del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna arrivano il giorno in cui uno dei senza tetto della città, il clochard che da tempo ha scelto il cielo stellato di piazza de Maria sotto al quale vivere, è stato dimesso dall’ospedale e ha rifiutato il ricovero in un rifugio allestito proprio per affrontare l’emergenza.
Mentre la ronda della carità e della solidarietà di Grosseto, le associazioni di volontariato, il Coeso e l’amministrazione stanno cercando di fronteggiare l’emergenza con qualche posto letto in più per chi dorme all’addiaccio e con la distribuzione di coperte e abiti pesanti a chi ha più bisogno, Reinhard Schmitz è stato soccorso domenica sera in piazza de Maria. Aveva vestiti troppo leggeri per il freddo che stava facendo e la pattuglia della polizia municipale, quando è passata, lo ha trovato sdraiato per terra in ipotermia. L’allarme è stato dato al 118 e i sanitari lo hanno preso e portato al pronto soccorso del Misericordia.
Le condizioni di Reinhard non erano gravi: il sessantacinquenne di origini tedesche ieri mattina è stato dimesso. Ma di trasferirsi, almeno per questi giorni di freddo intenso, in un dormitorio, non ne ha voluto sapere. Ieri sera era dentro alla cabina del telefono che ormai non viene più utilizzata se non da lui per ripararsi dal freddo. Con i suoi pochi oggetti, con qualche cartone messo alla belle meglio. Non ha voluto le coperte che gli sono state portate, non ha voluto nulla di più di quel che ha.
Reinhard è uno dei tanti uomini che in città vive una vita ai margini. E che da anni occupa quella cabina dalla quale non vuole uscire. Ha 65 anni e le sue condizioni di salute, negli ultimi anni, sono peggiorate. Nonostante questo, quando ieri mattina, dopo essere stato dimesso dall’ospedale, ha detto di nuovo no all’assistente sociale del Coeso che è andato per chiedergli di farsi accompagnare in uno dei rifugi aperti in città.
Reinhard non ne ha voluto sapere: si è allontanato e con passo incerto è tornato al suo posto, un posto che occupa ormai da anni, da quando è arrivato in città. Dalla Germania, probabilmente, perché la lingua che parla è il tedesco. Di italiano mastica sì e no poche parole. Lo capisce bene, ma non spiccica parola e se qualcosa deve dire lo fa nella sua lingua madre. Gli uomini della municipale hanno passato la serata a girare per la città per vedere se c’era qualche clochard che dormiva fuori e accompagnarlo al dormitorio in via de Amicis. L’unico no che si sono sentiti rispondere è quello di Reihnard.
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