Il Tirreno

Grosseto

Addio a Scarpelli, il padre dell’edilizia

L’imprenditore aveva 77 anni ed era il fondatore della Big Mat: oggi i funerali alla chiesa di Sterpeto

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GROSSETO. È stata una breve ma inesorabile malattia a portarsi via Giancarlo Scarpelli, imprenditore del settore edile e fondatore della Banca della Maremma.

Scarpelli era il proprietario, insieme al fratello Maurizio del più grande magazzino della provincia di Grosseto di Materiali edili: quattro sedi, a Grosseto, a Braccagni, a Marina di Grosseto e a Castiglione della Pescaia. Quattro capannoni per una trentina di dipendenti. Giancarlo aveva cominciato la sua impresa nel 1963, con una ferramenta a Marina di Grosseto. Poi, tredici anni dopo, insieme al fratello era cominciata quell’impresa che oggi conoscono tutti, la Big Mat.

La vita di Giancarlo era stata costellata di dolori ma l’uomo aveva sempre rialzato la testa e cercato di trovare nuovi spazi e nuovi stimoli per andare avanti. Il più grande, la perdita nel 1999 di suo figlio Simone, morto in un incidente stradale sulla strada delle Collacchie. Aveva solo 32 anni e stava tornando da Castiglione verso Marina quando perse il controllo della sua auto.

Un dolore devastante, per Giancarlo. Un dolore dal quale poi nacque qualcosa di bello in città: l’intitolazione dello stadio di baseball di via Orcagna al ragazzo che fino a qualche anno prima aveva giocato come lanciatore.

L’imprenditore ha sempre seguito la squadra e non si è mai tirato indietro quando c’è stato da fare qualcosa per quell’impianto che porta il nome di suo figlio. Un dolore difficilissimo da sopportare, per Giancarlo, al quale qualche anno dopo se ne era aggiunto un altro: il suicidio di un suo dipendente, a 44 anni. L’uomo aveva lavorato per 12 anni nell’azienda e insieme ad altri due operai era stato messo in cassa integrazione. Una scelta dolorosa - aveva spiegato Scarpelli - fatta da lui e da suo fratello. Ma una scelta temporanea: l’uomo sarebbe dovuto rientrare al lavoro dopo una settimana. C’era stato un ritardo nei documenti, e il quarantaquattrenne aveva avuto paura di perdere il posto. Un altro colpo al cuore, per Giancarlo, che, da quando aveva perso il figlio Simone aveva automaticamente cominciato a considerare i suoi dipendenti come figli suoi.

Appassionato di caccia, Giancarlo Scarpelli era persona amata e ben voluta da tutti. Aveva un sorriso affabile e un alto senso dell’amicizia che lo aveva fatto amare dalle persone che lo conoscevano. A settembre gli era stata diagnosticata una terribile malattia e lunedì scorso era stato ricoverato in ospedale, dove è morto sabato sera alle 20, 30.

La salma di Giancarlo è all’obitorio del Misericordia da dove partirà questa mattina alle 10,30 per il cimitero di Sterpeto dove alle 11 saranno celebrati i funerali. Dopo la cremazione, l’urna con le ceneri sarà messa nella tomba di suo figlio Simone.

Francesca Gori

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