Il Tirreno

Grosseto

Cacciatore muore arso vivo nel bosco

di Francesca Gori
Cacciatore muore arso vivo nel bosco

L’uomo aveva acceso un fuoco mentre era fermo alla posta: nella macchia con la sua squadra c’era anche il figlio

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SCANSANO. Un dolore fitto e pungente come una scossa elettrica lo ha attraversato lungo tutta la schiena. In un attimo ha realizzato che quella fiammata arrivava proprio dalla direzione nella quale suo padre di era fermato alla posta. Altro dolore, poi, lo ha travolto quando ha visto il corpo di quell’uomo che lo aveva messo al mondo e che gli aveva trasmesso la passione per la caccia, per terra, ormai senza più un alito di vita. Morto dopo che le fiamme del piccolo falò che aveva acceso per riscaldarsi, lo avevano avvolto.

Basilio Rossi aveva 79 anni e faceva parte della squadra di caccia di Poggioferro, come suo figlio Alessandro. Ieri mattina l’anziano non stava troppo bene e aveva deciso di restare a casa. Ma il richiamo della macchia, la voglia di dare una mano alla sua squadra e la passione per la caccia lo hanno fatto salire sulla sua auto e raggiungere i compagni sulla strada provinciale Ragnaie, a tre chilometri dal bivio tra Poggioferro e Murci.

Era freddo ieri nella macchia e quando Rossi è arrivato alle Ragnaie, nel primo pomeriggio, si è messo a “parare”. Era fermo alla posta, lontano dai suoi compagni di caccia, ad aspettare che qualche cinghiale passasse da lì per spingerlo verso le doppiette. La colonnina di mercurio segnava qualche grado sotto lo zero e Basilio Rossi ha deciso di accendere un fuoco per riscaldarsi. Era un cacciatore con una vita intera di esperienza sulle spalle, ma quel falò che lo avrebbe soltanto dovuto riscaldare lo ha ucciso.

I sanitari del 118, quando sono arrivati nella macchia non hanno potuto stabilire se il settantanovenne sia stata colto da malore e poi caduto nel fuoco appena acceso o se invece le fiamme abbiano preso il via avvolgendolo e uccidendolo.

Gli uomini della squadra di caccia di Poggioferro hanno visto una fiammata improvvisa e sono corsi a vedere cosa fosse successo proprio lì dove sapevano che Basilio si era fermato: lo hanno trovato già morto. Tra loro c’era anche il figlio Alessandro. L’allarme è stato dato immediatamente e alle Ragnaie sono arrivati i sanitari del 118 insieme ai vigili del fuoco che sono riusciti a domare le fiamme che hanno distrutto circa 3.000 metri quadrati di bosco, insieme ai carabinieri di Scansano.

Basilio viveva Poggioferro dove lo conoscevano tutti: due i figli, Alessandro che era a caccia, e Barbara proprietaria del Bazar di Scansano. Ed era uno degli organizzatori della Sagra del Tortello nella frazione.

I compagni della squadra di caccia ieri sono rimasti ammutoliti di fronte a una tragedia come questa. La salma di Basilio è stata rimossa e portata all’obitorio.

La notizia è arrivata come un fulmine a Scansano. «Era una persona straordinaria - dice Francesco Tenucci, già consigliere comunale - aveva sempre un sorriso per tutti e partecipava alla vita del paese. Perdere persone così è sempre una tragedia per le nostre comunità, perché significa perdere davvero una parte di noi e della nostra storia».

Il sorriso di Basilio si è spento durante uno dei sabati più freddi dell’inverno in Maremma. La sua grande passione, quella per la caccia, lo aveva chiamato fin là ieri pomeriggio nonostante al mattino avesse deciso di restare a casa perché non si sentiva bene. Non aveva fatto i conti, forse, con quel freddo intenso che lo ha spinto ad accendere quel fuoco che poi lo ha ucciso.

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