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Una vita per la banda: addio a Giannelli
Castel del Piano piange uno dei suoi cittadini più noti. Rifondatore della Rossini, Lando era stato anche esponente del Psi
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano dà l’addio a Lando Giannelli. Si sono svolti ieri a Castel del Piano, alle 14,30, i funerali di Giannelli, castelpianese doc, persona assai nota in paese, sia per l’impegno civile che per quello politico.
Lando Giannelli fu colui che nel 1982 ricostituì la banda paesana che si era sciolta nei primi anni Sessanta. Uno storico raggruppamento musicale, nato in piena età napoleonica, nel 1807, che era diventato corpo filarmonico della guardia nazionale, col privilegio di portare la sciabola e di vestire un’uniforme simile a quella degli ufficiali dell’esercito. Ma nonostante le sue glorie, nel 1962 la banda si sciolse. Rinacque dopo venti anni di inattività, nel 1982, grazie alla volontà dell’amministrazione comunale, di molte associazioni paesane e di privati cittadini.
Fra questi Lando Giannelli, appunto, che ne divenne presidente, coadiuvato dai vicepresidenti Silvano Vannucci ed Enzo Fazzi, col segretario Angelo Mencarelli e il cassiere Sergio Armezzani. Fu direttore della ricostituita banda, l’indimenticato maestro Franco Pellegrini che nella ricomposizione del corpo filarmonico mise tutto il suo entusiasmo e la sua professionalità.
L’attuale presidente della filarmonica Rossini, Rio Tonelli, ricorda Lando come persona attaccatissima al paese di Castel del Piano e gran sostenitore della banda.
«Una persona che volle fortemente la ricostituzione della filarmonica – rammenta Tonelli che ha dedicato all'amico scomparso anche una poesia – attaccato al paese e alla comunità che nel momento della ricostituzione fu presidente reggente e che poi restò alla guida della Rossini per dieci anni».
Lando Giannelli era nato a Castel del Piano nel 1929; figlio di un noto muratore castelpianese, Ottavio, aveva messo su un’impresa edile che ha cambiato nel corso degli anni, il volto del paese. Dagli edifici del Piazzone, a quelli della zona artigianale di Marinella, a Piazzale Sant’Angelo.
Da qualche tempo si era trasferito a vivere a Borgo San Lorenzo, perché lì abita la figlia e a Borgo San Lorenzo è morto. Ma la sua vita piena si è svolta tutta a Castel del Piano, con la moglie Agnese, da poco scomparsa, e i tre figli Paolo, Marco e Lucia.
«Era stato anche esponente della Pro loco – rammenta Tonelli – e, dato che aveva mezzi e strumenti particolari per la sua attività di imprenditore edile, mi ricordo che alcune volte aveva anche interrato gratuitamente la pista di piazza Garibaldi quando si doveva correre il palio».
Giannelli aveva fatto anche attività politica per lungo tempo. Militante del locale Partito socialista italiano, era stato protagonista di molte battaglie politiche che avevano animato la vita di Castel del Piano.
L’attuale segretario della sezione Psi di Castel del Piano, Matteo Bognomini, lo ricorda e porge alla famiglia le condoglianze di tutti i socialisti della sezione.
«La nostra sezione – dice Bognomini – si stringe ai figli e ai familiari di Lando».
I funerali di Giannelli, come detto, si sono svolti a Castel del Piano ieri nella chiesa della Propositura e il rito funebre è stato officiato dal parroco don Gianni Lanini.
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