Contro le discariche abusive arriva la videosorveglianza
Approvato il disciplinare per l’installazione di telecamere nella città del Balestro Saranno utilizzate anche per garantire la sicurezza e contro gli atti vandalici
MASSA MARITTIMA. Occhio al Grande Fratello dei cassonetti. Una novità ormai pronta a sbarcare a Massa Marittima che mira a individuare immediatamente chiunque abbandoni i propri rifiuti per strada attraverso un sofisticato sistema di occhi elettronici. È il progetto “Basta Discariche”, già pensato a suo tempo dall’amministrazione e che adesso, con l’approvazione del disciplinare, sta per diventare una realtà in città.
L’obiettivo è quello di ridurre i casi di piccole discariche abusive, che spesso si sono create in diverse zone del territorio, grazie a diverse telecamere di videosorveglianza installate vicino ai punti di raccolta più altre che hanno la possibilità di essere spostate di luogo in luogo.
Le immagini di eventuali infrazioni resteranno riservate, ma gli autori riceveranno una sanzione da diverse centinaia di euro (in base al danno fatto). Occorreva un passaggio fondamentale per poter mettere le basi al progetto, ossia un disciplinare che raccogliesse le molte novità in materia di videosorveglianza. Ma adesso che anche questo documento è stato ufficializzato, il progetto “Basta Discariche” può prendere il via. Ma di cosa si tratta? «Il sistema si compone di una serie di telecamere che comunicano i dati esclusivamente a un sistema protetto e non vi sono interconnessioni con altri sistemi, archivi, banche dati od altre periferiche - si legge nel disciplinare - Il sistema si compone inoltre di una telecamera mobile con supporto di registrazione integrato».
Ogni postazione in cui è presente una delle telecamere di videosorveglianza sarà segnalata attraverso un apposito cartello, mentre le immagini raccolte saranno salvate su un hard disk in modo da essere conservate per qualsiasi evenienza. «Se dalla visione delle immagini registrate nel rispetto della specifica normativa dovessero emergere fatti identificativi di ipotesi di reato, gli incaricati alla videosorveglianza provvederanno a darne immediata comunicazione agli organi competenti», senza però diffondere pubblicamente le immagini. «Il Comune così vuole migliorare la qualità della vita delle persone che vivono nel suo territorio in termini di sicurezza, di tutela del patrimonio comunale e dell’ambiente, di regolamentazione del traffico e per eventuali esigenze di protezione civile» continua il disciplinare, spiegando che la registrazione delle immagini consente anche di razionalizzare l'attività di controllo. Una videosorveglianza che poi si concretizza in finalità ben precise: assicurare maggiore sicurezza e tranquillità ai cittadini, tutelare il patrimonio dell'ente, garantire il decoro urbano, monitorare il traffico veicolare, dare supporto per eventi che riguardano la protezione civile.
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