Il presidio
Giungla slot machine in barba all’ordinanza
Il test del Tirreno: 8 locali su 10 fuori legge. Turbanti: già 13 verbali
GROSSETO. Al portone della sala giochi è attaccata l’ordinanza del sindaco che restringe l’orario di apertura dalle 16 alle 20. Eppure alle 14, non solo l’insegna dice “aperto”, ma le slot sono tutte accese e funzionanti e ci sono diversi giocatori all’opera. In un bar la saletta con le slot, un po’ in disparte, è vuota, ma le macchinette sono accese e funzionanti, anche se sono le 12 passate da poco. In un tabacchi, invece, la macchinetta si trova in bella vista davanti al bancone e un uomo è intento a giocare, alle 11.30.
Dopo la notizia del ricorso di due società del settore gioco d’azzardo – la Maremma gaming che gestisce la sala giochi Argento Palace e la Tosco che affitta slot machine – e dopo lo sfogo del titolare dell’Argento Palace, che ieri sul Tirreno ha lamentato il mancato rispetto dell’ordinanza da parte di molti bar, tabaccherie e sale giochi, ieri abbiamo fatto un giro in città per verificare il rispetto dell’ordinanza.
Secondo il provvedimento, voluto dal sindaco e in vigore dal 7 ottobre scorso, le slot machine e le video lottery possono stare accese solo dalle 16 alle 20. Stop. Al di fuori di questo orario vanno tenute spente.
Ebbene? Il “test” del Tirreno ovviamente non ha valore né di censimento, né di sondaggio, data l’esiguità del campione, ma vuole solo dare un’idea – seppur parziale – della situazione. E l’idea è desolante.
Nel giro di un paio d’ore (tra le 11.30 e le 12.30 e tra le 14 e le 15) su dieci tra sale giochi e bar e tabaccherie dotati di slot machine (molti esercizi non le possiedono) di parti diverse della città (centro storico, zona centrale, periferia), solo in due casi – una sala giochi e un bar – l’ordinanza è stata rispettata.
La sala giochi, visitata al mattino, era chiusa e il bar, visitato intorno alle 15, aveva le macchinette spente.
Per il resto, il far west. Due sale giochi, visitate intorno alle 14.30, erano aperte e piene di giocatori. In una, come detto sopra, l’ordinanza del sindaco era attaccata alla porta poco distante dall’insegna con la scritta “aperto”.
Slot machine accese anche in due tabaccherie e in quattro bar. In una delle tabaccherie un uomo stava giocando sotto gli occhi della tabaccaia, mentre nei bar non c’erano giocatori.
Il Comando dei vigili urbani fa sapere che, da quando è entrata in vigore l’ordinanza, ormai tre mesi fa, gli agenti hanno fatto tredici verbali ad altrettanti esercizi.
«Noi siamo sicuramente d’accordo con i gestori che si lamentano perché c’è chi non rispetta l’ordinanza – spiega l’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti –. Io stesso ho assistito mentre veniva fatto un verbale e invito chi sappia di locali che non rispettano l’ordinanza a fare denuncia: ne saremo contenti».
L’indirizzo, spiega ancora Turbanti, è quello di fare ancora più controlli, di intensificare la sorveglianza: «C’è un ufficio preposto per i controlli sulle attività commerciali con quattro agenti e un ufficiale».
Controlli che non sono un gioco da ragazzi. Sono tantissimi gli esercizi che hanno le slot machine, anche perché spesso questi giochi rappresentano un’entrata importante per attività che altrimenti faticherebbero a far quadrare i conti.
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