Il Tirreno

Grosseto

ANIMALI

Assistenza tartarughe: via al corso di formazione

Enrico Pizzi

La Maremma è terra d’eccellenza per la nidificazione della Caretta caretta: Il 7 e 8 gennaio lezioni per operatori specializzati nella salvaguardia dei nidi

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GROSSETO. Due nidificazioni certe e un tentativo andato a vuoto, ma ce n’è abbastanza per cominciare a pensare che non sia un caso e che le tartarughe della specie Caretta caretta potrebbero tornare a nidificare sulle spiagge della costa maremmana.

Per questo l’associazione tartAmare onlus, nata nell’autunno scorso, che è accreditata con l’Osservatorio toscano per la biodiversità e vanta nel suo staff naturalisti, biologi marini, veterinari e volontari, ha deciso di fare un passo avanti con un primo corso di formazione degli operatori che magari sono già esperti nella cura e nella reimmissione in mare delle tartarughe, ma hanno bisogno di affinare le proprie competenze in funzione del monitoraggio e della salvaguardia dei nidi di tartaruga.

Il corso, in collaborazione con la fondazione Caretta Calabria Conservation, che ha già avuto modo di seguire una cinquantina di nidificazioni, si terrà dal 7 all’8 gennaio. L’evento ha ricevuto il contributo dell’associazione di protezione della fauna selvatica e non Sos Animali International, il patrocinio del Comune di Grosseto e del Porto della Maremma.

«Negli ultimi anni - sottolinea Davide Petri, presidente di TartAmare - si contano sul litorale maremmano due nidificazioni certe e un tentativo di deposizione da parte di questa specie, che finora non aveva mai scelto le nostre spiagge per riprodursi. Di qui la necessità di questo corso di formazione per acquisire le competenze per gestire al meglio situazioni che non appaiono più mere casualità».

La ricerca, il monitoraggio e la tutela dei nidi «rappresentano - spiega la responsabile scientifica di TartAmare, Luana Papetti - il fulcro di qualsiasi progetto di conservazione che punti a massimizzare il successo riproduttivo di una popolazione di tartaruga marina. I principali interventi di tutela riguardano l’interpretazione di una traccia di emersione, il rinvenimento della camera delle uova, la traslocazione di un nido, l’installazione di recinti o altri dispositivi anti predazione».

Insomma, fare tutto il possibile per garantire almeno l’arrivo dei tartarughini in mare. Il corso è aperto a un massimo di 25 partecipanti, avrà una sessione teorica, il 7 gennaio, a Istia d’Ombrone, nei locali dell’ex Terzo cerchio, e una parte pratica, il giorno 8, sulla spiaggia di Marina dove i formatori allestiranno un laboratorio per il riconoscimento e l’interpretazione di una traccia di tartaruga marina e mostreranno le principali tecniche di rinvenimento, messa in sicurezza, monitoraggio di un nido e di accompagnamento dei tartarughini verso il mare.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna si è detto «fiero di poter contribuire, come primo cittadino e come amante degli animali, a questa bella iniziativa. L’impegno nella tutela del patrimonio naturale dev’essere uno dei punti chiave di ogni buon amministratore. A maggior ragione quando si indossa la fascia tricolore del capoluogo di un’eccezionale terra chiamata Maremma».

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