Il Tirreno

Grosseto

«Caldaie: dalla Provincia mai controlli»

di Gabriele Baldanzi

Lo sfogo dell’ex direttore di Sistema, che critica la passata amministrazione e invita a rimediare

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GROSSETO. Gabriele Fusini, imprenditore e amministratore (nel passato) di Cna e Camera di commercio, è stato presidente di Sistema srl fino a poche settimane fa. E ne parla ancora come se ne fosse alla guida. Gli abbiamo chiesto lumi sulla questione caldaie, ovvero il passaggio della gestione dal Comune e dalla Provincia alla Regione, il conseguente aumento del bollino, la gestione unica affidata a una società senese e il danno economico per Sistema, che finora ha gestito i controlli, e per la collettività grossetana.

Cosa ne pensa di quanto sta succedendo e della polemica tra il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il consigliere regionale Leonardo Marras?

«Fossi stato ancora alla guida della società mi sarei arrabbiato come e più del sindaco e di Mauro (Squarcia, il nuovo amministratore). Hanno ragione a protestare. Questa legge provoca un gran danno a Grosseto e chi rappresenta Grosseto a Firenze, e che anche io ho votato, non può addurre giustificazioni come quelle che ho letto, che si traducono in un laconico “affari loro, dovevano sapere”, senza valutare gli effetti economici e politici».

A suo tempo lei aveva gettato le basi perché Sistema assumesse funzioni anche di altri territori.

«Sì, e credo che sia una strada da non abbandonare».

Poi però non l’avete fatto...

«Infatti è un rammarico il mancato allargamento di Sistema ad altri comuni della provincia, già peraltro deliberato dal consiglio comunale del capoluogo. Così come il mancato assorbimento di Netspring dalla Provincia. E anche sulle caldaie, per tornare in tema, eravamo pronti a svolgere i controlli anche negli altri 27 comuni; invece a suo tempo, proprio con Leonardo Marras presidente, si preferì mantenere le competenze a palazzo Aldobrandeschi, continuando a fare poco e male».

In che senso?

«Nel senso che i controlli, in realtà, li faceva solo il Comune di Grosseto attraverso Investia prima e Sistema poi; quindi solo a Grosseto e nelle frazioni. Nel resto della provincia sono sempre stati assolutamente insufficienti, molto al di sotto del limite minimo indicato dalla normativa. Io credo che in molti territori anche oggi non sappiano neppure cos’è il bollino e mai sia stato fatto un controllo. Ma così decise la politica, quella stessa politica che ha prima condiviso e poi rallentato l’inclusione di Netspring da parte di Sistema. Non erano maturi i tempi, evidentemente. Oggi, se mi avessero ascoltato, Sistema poteva essere qualcosa di diverso e non saremmo qui a parlare di questo milione di euro che prende la via dell’Autopalio. Mentre Netspring, con i suoi dipendenti, non avrebbe incertezza sul proprio futuro».

Perché la Provincia di Grosseto gestiva così male i controlli sulle caldaie e perché qui non è mai stata creata l’agenzia provinciale dell’energia?

«Non lo so. Infatti sorrido quando leggo che è una partita molto importante quella dei controlli sugli impianti termici e che ci si preoccupa per la sicurezza dei cittadini e per il controllo dei dati sull'ambiente. Registro, e mi fa piacere, il cambio di opinione e di approccio su certi temi».

Torniamo sulla legge regionale 85/2016 e sull’esclusione di Grosseto. Come se ne esce?

«Io spero che il sindaco di Grosseto, i vertici di Sistema, le associazioni di categoria e anche, perché no, gli altri Comuni incontrino Marras e individuino una soluzione onorevole, visto che sul tavolo ballano tanti soldi. Ovviamente la legge approvata alla zittina il 17 dicembre non si può cambiare, ma il nostro consigliere regionale ha il dovere di fare uno sforzo per rattoppare la situazione. Non voglio nemmeno pensare che dietro alla scelta di accorpare Grosseto a Siena ci sia la volontà di fare un danno all’amministrazione di centrodestra, o peggio ancora una partita di giro con Siena o altre logiche perverse. Anzi, sono certo che non è così».

Politiche di area vasta. Lei come la pensa?

«Non ho mai condiviso le politiche di area vasta, che allontanano i servizi dai cittadini quasi sempre aumentandone i costi, soprattutto quando sul territorio quel servizio già esiste chi lo fa bene».

Non pensa che queste sue parole vengano etichettate come un assist al centrodestra?

«Non è così, anzi... Una parte di quel centrodestra che oggi governa, quando portammo in consiglio comunale il progetto che avrebbe consentito a Sistema di allargare i propri servizi, tra cui il controllo delle caldaie al resto della provincia, approfittò di faide interne alla maggioranza per osteggiare la delibera. Eravamo in clima di elezioni e il buonsenso aveva lasciato il posto alla tattica. Per cui anche loro, oggi, hanno poco da lamentarsi. E comunque poco mi importa delle appartenenze quando si ragiona del futuro e dei bilanci di una società che mi sento di aver costruito con tanto impegno».

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