Il Tirreno

Grosseto

Un grossetano alla conquista del Nord Africa

di Giovanna Mezzana
Un grossetano alla conquista del Nord Africa

Affitta banchina e silos nel porto di Salonicco per esportare grano duro e cereali nel Magreb

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GROSSETO. Sono quarant’anni che compra e vende grano ma ha conservato l’entusiasmo della prima ora. Andrea Nicoletti, commerciante-imprenditore grossetano di 62 anni, si è aggiudicato un mega silos porta cereali e granaglie e una banchina in un porto franco europeo: nello scalo commerciale di Salonicco. Da questo attracco, logisticamente strategico, proverà a piazzare cereali in mezzo Mediterraneo. Lui la fa semplice: «In un mese e mezzo è andato tutto (è il caso di dirlo) in porto». Alla faccia dei meandri della burocrazia lungo cui si arenano gli imprenditori del Belpaese: con la sua Eurocereali, Nicoletti ha messo a segno un bel risultato, che innesca anche un sistema di aspettative per la Maremma della cerealicoltura.

La società. È il 1976 quando entra a gamba tesa nel commercio dei cereali: da allora, non ne è più uscito. Nel 2006 battezza una nuova avventura imprenditoriale dando vita alla Eurocereali srl: sede legale a Grosseto, in via Anna Magnani. Nella compagine societaria entrano il gruppo Santacroce Giovanni spa di Foggia, dove c’è la sede amministrativa, e la romana La Campana srl: a ciascuno cede il 33% delle quote. Lui e i soci sono commercianti nel senso classico del termine: il core-business di Eurocereali è la compravendita di grano duro; la società grossetana è l’anello tra le cooperative agricole della Maremma – da Livorno a Siena all’Alto Lazio – e le industrie di trasformazione; commercializza cereali, sementi, fertilizzanti e prodotti chimici per l’agricoltura. Due i centri di stoccaggio: uno nell’Alto Lazio, a Tuscania, dove tra silos e capannone si stoccano 28.000 tonnellate di prodotti e uno nel Senese, ad Asciano, per 12.000 tonnellate. Il giro d’affari galoppa: il fatturato della Eurocereali raddoppia: da 10 milioni di euro del 2015/2016 a 20 milioni nel 2016/2017. I dipendenti sono appena tre, tra Grosseto, Siena e Foggia; la struttura è “leggerissima”: come dicono gli imprenditori, del resto, il primo guadagno è il risparmio sui costi di gestione.

Super acquirenti. Nel portafoglio clienti di Eurocereali ci sono “griffe” importanti. La società vende grano duro e cereali ai grandi player italiani (e non solo) della trasformazione cerealicola e della commercializzazione dei prodotti che ne derivano. Abbiamo messo il naso nel parco-clienti: c’è la Molino Borgioli di Calenzano, la Molitoria Umbra di Perugia, il portentoso Gruppo Casillo di Bari, il pastificio Pasta Zara della famiglia triestina Bragagnolo, oggi alla quarta generazione; e poi c’è la multinazionale ginevrina Glencore.

Il contratto con i greci. Nel 2016 Eurocereali ha commercializzato 60-65.000 tonnellate di prodotti di cui 35-40.000 di grano duro. E per il futuro? Nicoletti ha di recente siglato un contratto con la port authority di Salonicco per l’affitto di un silos da 20.000 tonnellate di capienza e 45 celle nelle quali custodire i prodotti suddivisi per categoria; oltre al silos, nel contratto è inclusa una banchina e priority su di essa: significa che le navi con i prodotti della Eurocereali hanno sempre la precedenza per il carico. Potrà disporre di silos e banchina per trentasei mesi. Allo scadere del contratto di affitto, godrà di una sorta di diritto di prelazione, un’opzione all’acquisto. «La nostra – dice Nicoletti – è l’unica società italiana che ha una banchina privata con stoccaggio privato all’estero e in una zona franca: neppure le grandi società del settore cerealicolo ne hanno una». Dal porto di Salonicco transitano mediamente ogni anno 550.000 tonnellate di cereali e granaglie, di cui il 90% è grano duro. «Lo scorso anno – continua Nicoletti – ne abbiamo commercializzate 30.000 nel porto greco. Con silos e banchina pensiamo di arrivare a 100.000 tonnellate».

L’operazione. Viene da chiedersi come Nicoletti e la sua Eurocereali siano riusciti ad accaparrarsi quel posto al sole in un porto franco europeo. «Da anni abbiamo contatti con la Grecia – dettaglia il commerciante grossetano – Da anni lavoriamo con il porto di Salonicco. Abbiamo dovuto creare una società di diritto greco – aggiunge– la “Eurocereali Hellas ltd”, ma in un mese è mezzo abbiamo concluso l’operazione». Con un investimento (iniziale) di circa 250.000 euro e un affitto abordabile (viste le opportunità che l’operazione apre) – il quantum del contratto è top secret, ma si intuisce che non dovrebbe costare più di una Chevrolet Corvett – la Eurocereali punta a penetrare il mercato del Nord Africa mediterraneo. «Il Magreb – dice Nicoletti – è uno dei più importanti importatori di grano duro sul mercato internazionale». Si punta dunque ad entrare nel bouquet degli esportatori verso questi paesi: «Non si dice di conquistare il mercato del Magreb – precisa – ma piuttosto di assicurarci una chance in più di lavoro».

I riflessi. E cosa viene in tasca alla Maremma, terra di sterminate distese di campi coltivati a cereali e una costellazione di micro e piccole aziende che fanno i salti mortali per piazzare i proprio prodotti, ormai deprezzati, sul mercato? «Può rappresentare uno sbocco – risponde Nicoletti – Se diventiamo esportatori per il Magreb, anche la Maremma potrà beneficiarne, a condizione che abbia un grano con le caratteristiche adatte all’esportazione. Il Nord Africa chiede un grano che abbia un peso specifico 78, vitrosità 70, proteine da 12 in su». 78, 70, 12: sono i numeri per entrare nel novero della competitività. Ci sono potenziali nuovi sbocchi, insomma, per la cerealicoltura autoctona che da troppo tempo patisce (anche) l’assenza di grandi molini. Agricoltori, il dado è tratto, non rimane che giocarvi questa carta. Chi meglio di un grossetano può sostenere la vendita del grano Made in Maremma?

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