Meteo
Prezzi a picco Gli agricoltori sono in ginocchio
Il 2016 sarà ricordato come uno degli anni peggiori per chi coltiva cereali. Nel corso dell’anno che si è appena chiuso il prezzo del grano ha disegnato una parabola discendente, anzi, una caduta a...
Il 2016 sarà ricordato come uno degli anni peggiori per chi coltiva cereali. Nel corso dell’anno che si è appena chiuso il prezzo del grano ha disegnato una parabola discendente, anzi, una caduta a picco. Le cerealicolture sono diventate una delle produzioni agricole meno remunerative.
Oggi un quintale di grano sul mercato vale 16-18 euro: seminare un ettaro, calcola Confagricoltura Grosseto, all’agricoltore ne costa 700. Le scorribande sul mercato mondiale delle multinazionali, la speculazione e la concorrenza sleale stanno mettendo a dura prova le imprese maremmane. Tutte le associazioni di categoria che tutelano gli interessi degli agricoltori – Confagricoltura, Coldiretti, Cia – hanno da tempo suonato il campanello d’allarme.
Adesso non rimane che sperare che il decreto sulla tracciabilità della provenienza del grano, messo a punto dal governo Renzi per essere presentato in sede Ue, faccia strada a Bruxelles. Per il grano Made in Maremma si tratterebbe, secondo le associazioni di categoria, di un’arma in più (anzi, ormai, dell’unica che vale la pena di imbracciare) contro le speculazioni di multinazionali senza scrupoli e la concorrenza (a volte sleale) di altri paesi produttori.
Anche di recente, in occasione della conferenza di fine anno, Confagricoltura Grosseto, per bocca del direttore Paolo Rossi e del presidente Attilio Tocchi, ha chiesto l’obbligo di indicare sui pacchetti di pasta la mappa della tracciabilità
e l’indicazione di origine del prodotto: ed è un monito fatto proprio anche da Coldiretti e Cia. (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google