Il Tirreno

Grosseto

Prende a martellate la vicina nel garage

di Francesca Gori
Prende a martellate la vicina nel garage

Arrestato un uomo di 41 anni: la donna è stata colpita diverse volte alla testa, salvata da un operaio che ha sentito le urla

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ISTIA D’OMBRONE. Aveva un martello in mano e un casco da moto in testa quando si è parato davanti alla sua vicina di casa, nel garage della palazzina a due piani dove entrambi abitano all’inizio del borgo. Poi l’ha colpita: una volta, due volte, tre volte. Alla testa, al volto. Un’aggressione improvvisa, scoppiata senza alcun motivo plausibile ammesso che mai se ne potesse trovare uno.

È cominciato così il 2 gennaio in via San Sebastiano a Istia d’Ombrone. Erano da poco passate le 8 del mattino quando Dagmar Wermeckes, la donna di origini tedesche che vive in quel palazzo con il marito e la figlia diciannovenne è scesa in garage per alzare l’automatico che era scattato di nuovo.

La corrente elettrica nei giorni scorsi era mancata altre volte ma solo ieri mattina la cinquantatrenne è scesa a controllare cosa fosse successo. In garage ha trovato il suo vicino, Luca Tiberi, 41 anni di Grosseto, con il martello in mano e il casco in testa.

Le grida della donna al primo colpo ricevuto hanno richiamato l’attenzione di tutti: la figlia è corsa nel garage e ha assistito alla folle aggressione che si stava consumando sotto i suoi occhi. L’allarme era già stato dato dai vicini ai carabinieri mentre un operaio edile che stava facendo dei lavori nella casa accanto, quando ha sentito la donna urlare, si è precipitato in quel garage e brandendo un badile si è messo tra Tiberi e la sua vittima. Aggredita per motivi che ancora non trovano spiegazione.

L’uomo, disoccupato, vive con la madre nell’appartamento accanto a quello dove abita la donna con la sua famiglia. C’è solo una parete in comune, tra loro. Ma pare che nei giorni scorsi il quarantunenne avesse avuto da ridire per alcuni rumori che diceva di sentire da casa sua. I vicini lo hanno sentito gridare e offendere chiunque si affacciasse a quella tranquilla palazzina. Ma non avevano dato alcuna importanza a quel comportamento, fino a ieri mattina, quando si è sentito che le urla erano di una donna aggredita e non quelle di un uomo che imprecava.

Dagmar era coperta di sangue quando sono arrivati i carabinieri e i sanitari del 118. Aveva preso diverse martellate al volto e alla testa ed è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Misericordia: ne avrà per quindici giorni ma non è in pericolo di vita. Anche sua figlia è stata accompagnata al pronto soccorso da dove è stata dimessa in serata. Per lei nessuna ferita ma solo tanta paura per quello che si è trovata sotto gli occhi quando è scesa in garage.

L’uomo invece è stato portato via dai carabinieri e arrestato in flagranza. Il sostituto procuratore Arianna Ciavattini, che ha coordinato le indagini dei carabinieri dovrà valutare ora anche altri elementi. Chi era presente all’aggressione ha raccontato che se l’operaio non fosse intervenuto con quel badile e avesse fermato Tiberi, quei colpi di martello sarebbero stati molti di più. E probabilmente, avrebbero finito per uccidere la cinquantatreenne.

È stata la donna a raccontare ai carabinieri quello che era successo nel garage.

I militari stanno anche verificando un dettaglio che non è certo di secondaria importanza in questa vicenda: ovvero, se sia stato Tiberi a togliere la luce alla palazzina, attirando così la donna in garage. Tenendole, in questo modo, un vero e proprio agguato: in questo caso, la sua posizione sarebbe ancora più difficile perché quel tentato omicidio sarebbe stato premeditato.

Un’ipotesi che deve essere valutata alla luce di altri riscontri e che ovviamente non potrebbe coincidere con quella di uno scoppio d’ira improvviso. Potrebbe essere bastata una parola, uno sguardo, per far scattare l’aggressione nel garage: lo potrà raccontare Tiberi, se vorrà, durante l’interrogatorio di garanzia.

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