Il Tirreno

Grosseto

Grosseto Partecipa, 8 progetti nel limbo

di Elisabetta Giorgi
Grosseto Partecipa, 8 progetti nel limbo

Nel 2015 vinsero finanziamenti per 400.000 euro. Ma quei soldi non erano stati vincolati, i cittadini rischiano la beffa

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GROSSETO. Otto progetti frutto del voto di un migliaio di cittadini sono nel limbo e forse destinati a naufragare. Che fine ha fatto Grosseto Partecipa, strumento “partecipativo” (come dice il nome) messo in piedi dall’ex amministrazione comunale di Grosseto per coinvolgere la città nella definizione di idee progetti per la città e le frazioni?

Circa mille grossetani più d’un anno fa hanno partecipato con idee e indicazioni precise a un bando lanciato dal Comune di Grosseto, che ha impegnato i propri uffici e messo sul piatto - come annunciato più volte in passato - 400.000 euro per la maggior parte frutto della tassa di soggiorno del 2014. Un progetto di largo respiro che fu presentato con ampio risalto tra 2015 e 2016 dall’ex amministrazione - in particolare dall’ex vicesindaco e candidato alle primarie del Pd Paolo Borghi - ma che si è poi arenato lasciando con un palmo di naso tantissimi cittadini partecipanti i quali ora, sentendosi beffati, chiedono spiegazioni ai nuovi amministratori. Se i soldi erano stanziati, perché i progetti non sono stati realizzati e neppure messi in cantiere? La nuova amministrazione ha deciso di cancellare con un colpo di spugna la vecchia idea già finanziata e Grosseto Partecipa sarebbe una vittima politica di un passaggio amministrativo di cui sono i cittadini a fare le spese? L’ex assessore Borghi precisa che i soldi c’erano e i progetti erano stati riconosciuti come validi e sostenibili da una determina comunale. La nuova amministrazione spiega che le risorse disponibili non sono mai state applicate su quei progetti. L’argomento, finito sotto silenzio finora, è tornato alla luce durante un recente incontro pubblico tra i cittadini e la giunta a Principina a mare. «Abbiamo chiesto spiegazioni all’ufficio tecnico del Comune - ha detto il Comitato Ultima chiamata - e ci è stato risposto che l’iniziativa non può essere portata avanti per mancanza di copertura dei progetti da parte dell’ente». Ma facciamo un passo indietro. Il progetto. Il Comune aveva dato il via alla fase di voto nell’ottobre 2015. «Sul piatto ci sono 400.000 euro - spiegò - e sono 21 i progetti tecnicamente fattibili su cui la cittadinanza sarà chiamata a votare e a scegliere fino al 7 novembre, sia all’Urp che on line». Il 10 novembre sempre il Comune dava conto dei risultati: 1068 votanti e 8 progetti vincitori illustrati in sala consiliare dal vicesindaco e assessore al bilancio Paolo Borghi, dall’assessore al turismo Luca Ceccarelli e da Chiara Pignaris della società che per il Comune aveva organizzato gli incontri del percorso partecipativo. Il 28 maggio 2016 una determina dirigenziale del Comune (la numero 868) approvava definitivamente la graduatoria elencando gli 8 progetti per un totale di 395.000 euro. La determina riportava come si sarebbe proceduto «con successiva determinazione dirigenziale alla puntuale individuazionedelle risorse finanziarie per il finanziamento delle suddette progettualità, imputando la spesa complessiva di 395.000 euro al bilancio 2016». La determina 868 ha dunque un valore ricognitivo dei risultati delle consultazioni e delle intenzioni, ma non contiene nessun elemento seriamente e concretamente impegnativo sul finanziamento rinviando (come riporta essa stessa) a una successiva determina di impegno o comunque di applicazione delle risorse necessarie per i progetti. Una seconda determina che però non è mai stata emessa.

L’ex assessore. Borghi spiega come «i soldi per il progetto c’erano: è dimostrato nelle carte e chi dice che non ci sono dice falsità. Gli atti che abbiamo lasciato prevedevano 300.000 euro di utilizzo dell’imposta di soggiorno - si chiama avanzo vincolato non applicato del 2015 - di cui si trova traccia nella relazione di accompagnamento della giunta comunale al bilancio 2015 approvato il 30 maggio 2016. Teoricamente con la prima variazione di bilancio li potevi applicare», mentre i restanti 95.000 euro sarebbero stati reperiti sul bilancio 2016. «La nuova amministrazione - spiega Borghi - è libera di finanziare effettivamente questi progetti o di non farlo, trattandosi di una scelta politica su cui non discuto. Per quanto mi riguarda, noi i soldi per quel progetto li avevamo trovati». A questo punto la palla e la voce passano all’attuale amministrazione.

Il nuovo assessore. Giacomo Cerboni, attuale assessore al bilancio, premette anche lui che «per il finanziamento dei progetti di Grosseto partecipa 300mila erano di avanzo vincolato dell’imposta di soggiorno 2014» e però spiega che «la somma non era applicata ma solo conservata per questa finalità dalla precedente amministrazione. Poteva essere destinata anche prima dell’approvazione del bilancio di previsione 2016: oggi risulta perciò disponibile e sempre applicabile». Per quanto riguarda gli altri 95.000 euro, «nel bilancio di previsione 2016 (il cui schema è stato approvato dalla giunta Bonifazi il 3 giugno 2016) questi soldi non sono stati stanziati esplicitamente e dovrebbero essere reperiti come spesa corrente». In altre parole, per questo progetto i 300.000 euro c’erano prima (trovati dalla tassa di soggiorno e mai vincolati) e ci sono ancora. I 95.000 euro devono ancora essere trovati. Non è vero che i progetti erano “finanziati” per cui la nuova amministrazione doveva solo eseguire il tutto dando seguito a uno stanziamento: l’ex amministrazione era ancora sulla soglia di una volontà politica non irreversibilmente concretizzata con atti amministrativi vincolanti per la nuova amministrazione, che ora a questo punto è libera di attuare o meno scelte secondo la propria visione. In ogni modo, a parte le questioni di bilancio a cavallo dei due assessorati, il punto vero è capire se il progetto su cui i grossetani hanno creduto e votato andrà avanti o no. L’attuale amministrazione sta valutando.

«Valutiamo». «Quello che vogliamo fare preliminarmente - conclude Cerboni - è approfondire contenuti, adeguatezza, sostenibilità ed effettiva fattibilità delle idee selezionate. E questo perché la precedente amministrazione, nell’individuare i progetti, non ha tenuto in considerazione gli aspetti sostanziali ma solo le votazioni espresse dai cittadini. Per essere più chiari, in quell’occasione ci si è limitati a una mera presa d’atto con determina dirigenziale degli esiti della consultazione popolare. Ora valuteremo fattibilità e opportunità di ogni singola proposta».

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