Il Tirreno

Grosseto

Caldaie: scontro ad alta temperatura

di Gabriele Baldanzi
Caldaie: scontro ad alta temperatura

Controlli tolti a Sistema, Regione e Comune ai ferri corti. Il Pd: «Si può rimediare». Il sindaco: «Scippo da 300.000 euro»

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GROSSETO. La Regione Toscana, dal 2015 a oggi, ha aumentato del 100% il costo del bollino che accompagna la revisione delle caldaie: da 5 euro annuali del 2015 a 20 euro ogni due anni nel 2017. Non solo. Nel frattempo, la nuova legge regionale (la 85/2016) ha scippato il compito dei controlli al comune di Grosseto (che lo svolgeva attraverso la società in house Sistema) e alla Provincia (responsabile delle verifiche negli altri 27 Comuni). Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il 1° gennaio, ha spiegato ai grossetani cosa è successo a Firenze e quali sono le conseguenze, trattandosi di una partita molto importante sia per la sicurezza dei cittadini che per il controllo dei dati sull’ambiente. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras si è sentito tirato in ballo.

«Le accuse alla Regione del sindaco di Grosseto sul regime dei controlli sulle caldaie mi sorprendono», sono le prime parole del consigliere regionale Marras, che non entra nelle specifiche, ma la mette sul piano del duello politico. «E mi sorprende di più – prosegue – che chi si candida (tra qualche giorno) a fare il presidente della Provincia, ed è sindaco della città capoluogo da sei mesi, non sappia di cosa si occupano gli enti che amministra o che intende amministrare. Dal 2017 infatti questa competenza non può essere più delle Province».

In realtà Vivarelli Colonna era intervenuto per sottolineare lo scippo silenzioso compiuto a danno di Sistema srl sulle competenze in questa materia. «A fine 2016 – continua Marras – il consiglio regionale ha approvato una legge che sposta questa competenza dalle Province in capo alla Regione, visto che in precedenza, in Toscana, c’era una situazione molto frastagliata. La decisione, condivisa con l’Anci (l’Associazione dei Comuni toscani, di cui anche il Comune di Grosseto dovrebbe far parte), è quella di costituire un’unica agenzia regionale per l’energia dalle attuali società delle Province».

Il punto è che la situazione di Grosseto, gestita finora da Sistema (sul capoluogo) e direttamente dalla Provincia nel resto del territorio, è del tutto anomala rispetto al quadro regionale. «Ecco perché – sono ancora parole di Marras – è stato difficile ricomprenderla in questa gestione transitoria, nella concitazione degli ultimi giorni durante l’esame della legge di stabilità 2017. Ma possiamo rimediare».

Poi Marras fa presente che le lamentele di Vivarelli Colonna hanno poco senso: «Perché al massimo – dice – ci sarebbe stato soltanto un anno in più».

Un anno, però, vale 300.000 euro per Grosseto e 600.000 per il resto della provincia di Grosseto. Soldi che prendono la via di Siena e Firenze.

Infine il consigliere regionale si dice possibilista nel trovare una soluzione. «Non tutto è perduto – osserva – Se ancora è possibile fare qualcosa per permettere a Sistema di gestire la funzione per qualche mese in più, mi impegno a farlo. Già mi ero mosso, all’inizio di dicembre, quando il collega Marco Stella di Forza Italia mi aveva sottoposto la questione. Evidentemente dal comune di Grosseto avevano interessato lui della questione. Comunque vedrò nei prossimi giorni il direttore di Sistema Alberto Paolini per avere ulteriori elementi tecnici e ricercare una soluzione. Se lo vorrà potrò incontrare anche il sindaco di Grosseto, che fino ad oggi non mi ha fatto sapere nulla, né ha chiesto a me una qualche minima attività e collaborazione, salvo poi – conclude – sparare il botto di Capodanno sul giornale».

La controreplica. «È davvero singolare questa difesa della Regione portata avanti dal consigliere Marras – commenta Vivarelli Colonna – In questo caso, farebbe meglio a tacere, considerate le sue responsabilità dirette nell’aver contribuito a rendere questo territorio più povero, ancora una volta. Povero di servizi e pure di risorse. Nella sua argomentazione, come prevedibile, Marras omette di citare quei 300.000 euro che solo la città di Grosseto perderà a beneficio di Siena, senza contare i circa dieci posti di lavoro di grossetani che da oggi sono a rischio. Decisioni prese alla corte del monarca Rossi mentre l’unico rappresentate di questo territorio era distratto da altro, evidentemente».

Vivarelli Colonna conferma quanto già dichiarato ieri: «Io, se Marras permette – continua il sindaco – mi preoccupo per le sensibili ricadute sui cittadini di Grosseto, gli unici che mi interessa difendere. Il problema, infatti, non è l’ennesimo passaggio di una funzione alla Regione Toscana, ma semmai un governo intelligente della transizione: la società Sistema è in grado perfettamente di essere soggetto gestore in questa partita. Ha competenze e professionalità. Ecco perché mi auguro che gli venga permesso di farlo».

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