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il corridoio tirrenico

«Una petizione popolare» contro il progetto di Sat

di Ivana Agostini
«Una petizione popolare» contro il progetto di Sat

BORGO CARIGE. Una petizione popolare, la revoca della concessione a Sat, la sospensione dei piani strutturali. Sono le proposte messe in campo dal fronte del no alla Tirrenica che si è incontrato...

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BORGO CARIGE. Una petizione popolare, la revoca della concessione a Sat, la sospensione dei piani strutturali. Sono le proposte messe in campo dal fronte del no alla Tirrenica che si è incontrato venerdì sera a Borgo Carige grazie a Italia Nostra e all’amministrazione comunale di Capalbio. Il sindaco Luigi Bellumori, a fianco di Nicola Caracciolo, ha ribadito il niet al corridoio tirrenico che valuta «inconcepibile» per tante ragioni fra cui l’assenza di una mobilità alternativa che possa definirsi tale (vedi servizio sotto)

All’incontro, che ha riempito la sala dell’ex cinema Tirreno, sono intervenuti non solo capalbiesi ma anche imprenditori maremmani come Alfonso Mazzocchi, ha una piccola azienda ad Alberese. «La mia azienda produce vino – dice – e si troverà a 500 metri dall’autostrada. Spero che l’infrastruttura non si faccia, ma bisogna essere pronti a combattere nel caso questo progetto venga approvato. Propongo una petizione popolare che coinvolga non solo chi è interessate direttamente dal tracciato ma tutti i cittadini che forse ora non si rendono conto che la loro vita con un’autostrada. Mazzocchi auspica un grande coinvolgimento: come? Anche andando porta-a-porta a cercare firme.

Michele Scola di Italia Nostra ha proposto di bloccare tutti i piani strutturali. «Ogni Comune ha un piano strutturale – nota – con il quale ha programmato lo sviluppo del territorio in un certo modo. L’autostrada sconvolgerà tutto e i piani strutturali non avranno più senso. Bloccarli potrebbe far riflettere la Regione Toscana».

Ed ecco la proposta dell’ex ambasciatore Vincenzo Petrone: «Scoperchiare gli interessi – dice – giungendo ad un’azione civile e penale. Bisogna capire cosa ci sia dietro la volontà di fare un’autostrada».

Marco Sabatini di Sinistra Italiana parla di «incongruità procedurale della Tirrenica – dettaglia – che ha un progetto preliminare completamente diverso da quello definitivo. Sat – continua Sabatini – ha una concessione per fare tutta l’autostrada. Per ora si parla di realizzarne solo una parte perché da Grosseto a San Pietro in Palazzi non sarà autostrada. In questo modo la convenzione è venuta meno. Non dimentichiamo poi che Sat ha ottenuto un rinnovo della concessione senza un bando pubblico e per altri venti anni».

Anche Valentino Bisconti, ex consigliere provinciale, ha ribadito che a Sat deve essere revocata la concessione e che con la Tirrenica costeà di più anche andare a fare una chemioterapia. «È necessario – sottolinia con un appello – che a dire no siano anche i sindaci dell’Argentario, Sorano, Pitigliano, Manciano e tutti i sindaci i cui cittadini dovranno pagare il pedaggio anche solo per potersi curare» all’ospedale di Grosseto.

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