Il presidio
Poche donne in giunta? «Va bene così»
Palazzo civico si difende dopo il ricorso dell’opposizione sulle quote rosa: «Abbiamo garantito la buona amministrazione»
GROSSETO. Ci sono novità sulla tormentata questione delle quote rosa sottodimensionate nella giunta comunale di Grosseto. Il Comune si è costituito in giudizio – nominando legale fiduciario Marco Cutini, avvocato del Foro grossetano – per parare il colpo sferrato dall’opposizione politica. Il gentil sesso non è sufficientemente rappresentato nell’organo civico come invece la norma prescrive. Ci sono tre assessore – Mirella Milli, Simona Petrucci, Chiara Veltroni – anziché quattro. Ebbene, i conti non tornano, ma non tornano per una “saggia” ragione: garantire un buon governo. È questa la difesa dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna contro il ricorso al capo dello Stato (strumento alternativo alla tutela giurisdizionale amministrativa quando c’è in ballo un provvedimento definitivo della Pubblica Amministrazione) con cui l’opposizione ha chiesto l’annullamento della delibera di nomina degli assessori sostenendone l’illegittimità perché va in barba al “limite” (alla parità) di genere.
Ultimo atto. La scorsa settimana sono state depositate le osservazioni con cui il Comune chiede di respingere l’impugnazione e di confermare la delibera di nomina degli assessori (la n.161 del 27 giugno 2016): esse sono state trasmesse al ministero. Deciderà il Consiglio di Stato, che dopo un’istruttoria, esprimerà un parere che è una sentenza e che coinciderà con il contenuto del giudizio del capo dello Stato. È impossibile al momento prevedere quanto tempo l’organo che tutela la giustizia nella Pa ci impiegherà a pronunziarsi.
La regola. L’annosa questione è tutta colpa del ministro Graziano Del Rio che nella legge battezzata con il suo nome (la n.56 del 2014) ha stabilito che: «Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%». Incluso il sindaco, la giunta grossetana è composta da dieci membri: sette uomini e tre donne. L’aritmetica non è un’opinione e va da sè che la “regola” di genere non è rispettata. Le assessore dovrebbero essere quattro.
L’eccezione. Vediamo quale àncora getta il Comune per il suo salvataggio. È il Consiglio di Stato, spiega Cutini, ad ammettere una deroga al limite aritmetico imposto dalle legge Del Rio. E quando è ammessa l’eccezione? Quando il rispetto draconiano del principio delle parità di genere, previsto dall’articolo 51 della Costituzione, può ostacolare il principio di buon andamento della Pa, sancito dell’articolo 97 della nostra Magna Charta. I principi hanno pari dignità e il rispetto dell’uno non può andare a deterioramento dell’altro.
La circostanza. Il sindaco di Grosseto si sarebbe trovato in questo difficile aut aut, è la linea del legale che tutela Palazzo civico. Secondo i ricorrenti, la deroga al limite di genere del 40% dovrebbe essere consentita solo in caso di “impossibilità oggettiva”. Il Comune replica che un sindaco è nella condizione di rispettare sempre la norma di genere; se non trova un’assessora tra le persone di fiducia, può cercarla ovunque nel Belpaese, dalla Val d’Aosta alla Sicilia... : chi viene a farmi da assessora? Ma che senso avrebbe? Il primo cittadino sceglie la sua squadra in base alla conoscenza e alla fiducia. «Dal momento dunque – spiega Cutini – che l’impossibilità oggettiva del rispetto del limite di genere di fatto non esiste» la “prescrizione Del Rio” «deve essere presa come una “norma di tendenza”». E nominare tre assessore donna anziché quattro, sarebbe, appunto, tendere al rispetto di essa. E poi ci sono altre “attenuanti”: Vivarelli Colonna ha proceduto speditamente alla nomina del team «per rispettare i tempi, la scadenza del bilancio, l’accordo con i gruppi» dice Cutini. Per garantire, appunto, quel principio di buon andamento del governo civico contenuto nella Costituzione. E in questo frangente ha trovato tre assessore anziché quattro. Che vogliamo fargli? Cutini è fiducioso.
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