Il Tirreno

Grosseto

Piccole imprese e turismo per rilanciare Montieri

di Alfredo Faetti
Piccole imprese e turismo per rilanciare Montieri

Due tesi discusse all’Università di Siena incentrate sullo sviluppo del Comune Puntare sulle nuove tecnologie per promuovere il territorio e il marketing

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MONTIERI. Non sarà certo l’industria a rilanciare questa fetta di Maremma. Bensì la tradizione e la qualità, capaci di farne un unicum di tutta la zona. Certo, occorre investire e dare un sostegno concreto alle molte piccole realtà che compongono la galassia montierina, ma le basi per lo sviluppo ci sono tutte. Serve impegno, sia da parte dei residenti (chiamati a rivestire un ruolo attivo quando si parla di turismo) sia da parte delle aziende, che devono puntare su una filosofia più dinamica e intraprendente, come ha sposato un panificio a Boccheggiano, preso per buon esempio.

Sono queste le conclusioni di due studenti dell’Università di Siena nell’ottica dell’accordo stipulato un anno fa con il Comune per uno studio che miri allo sviluppo del territorio di Montieri e delle sue ricchezza. Le due tesi sono state presentate ai cittadini alcuni giorni fa e sebbene queste non rappresentino la ricetta magica per uscire dai guai, restano comunque degli ottimi spunti su come impostare il futuro del borgo e delle sue eccellenze. Sono due le tesi di laurea rientrate per il momento nell’accordo, entrambe curate dalla professoressa Caterina Pisani: una è un’indagine sulle realtà socio-economica di Montieri, l’altra è sul ruolo del turismo nello sviluppo economico. Partiamo dalla prima, firmata da Catia Zacchei, perché è quella che fa un quadro della situazione. La laureanda ha preso in considerazione il censimento di industria e servizi, ha compiuto delle interviste alle varie realtà imprenditoriali e ne ha tratto le sue conclusioni. Fermo restando le difficoltà di carattere nazionale che certo non hanno salvato il borgo, Montieri presenta delle peculiarità tutte sue: «la modesta diffusione della tecnologia e di un’istruzione elevata, così come la ridotta dimensione e la struttura familiare delle imprese rappresentano un ostacolo all'innovazione e al progresso» si legge nella tesi. Cosa fare dunque? «Sul caso particolare di Montieri, una soluzione praticabile potrebbe essere quella di puntare sulla tipicità del territorio e del turismo, ma cercando di rendere questa peculiarità ancor più attrattiva, portandola su un mercato internazionale servendosi ad esempio di agenzie online».

Altra considerazione è quella che vede impensabile la creazione di industrie o grandi aziende, consigliando invece di puntare sulle piccole «sebbene nel contesto moderno le piccole dimensioni delle imprese siano viste come uno svantaggio»; a questo proposito, Zacchei suggerisce di volgere «tale punto debole a favore del territorio, preservando il carattere originario ma promuovendolo attraverso mezzi più dinamici». Un esempio, a cui è stato dedicato un capitolo nella tesi, è il Panificio di Montomoli Andrea a Boccheggiano, il quale ha accompagnato alla tradizionale attività (che va avanti dal '67) anche «produzione di pasticceria fresca e secca, dolci, confetture e marmellate», garantendo maggior occupazione e sviluppo sempre ne nome della qualità. Poi c’è il turismo, aspetto questo studiato da Leonardo Mori nella sua tesi, attraverso interviste alle attività ricettive e i flussi dei visitatori.

Ne viene fuori che il settore «non viene sfruttato nel pieno del suo potenziale».

Ad esempio, «i residenti rappresentano una risorsa importante per lo sviluppo turistico e solo una loro completa partecipazione al processo di crescita può garantire gli effetti sperati». Ma dalle interviste fatte, «emerge che i residenti non mostrano grande apertura verso i turisti, dimostrando poco interesse (anche per via della lingua ndc) nel relazionarcisi». Il consiglio quindi, è quello «di coinvolgerli maggiormente al processo di crescita», che potrebbe portare anche a nuovi posti di lavoro. Altra questione quella delle attrattive, dalle escursioni alle gite in bici o a cavallo.

«Eventi simili esistono ma sono sporadici e gestiti dai singoli agriturismi - dice Mori - Ciò che potrebbe fare la differenza sono una serie di attività, gestite in toto da un ente come il Comune o un privato, in grado di sfruttare tutto l'anno ciò che il territorio offre nelle varie stagioni».

Suggerimenti che non saranno la soluzione magari, ma sicuramente spunti per riuscire a trovarne una.

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