Il presidio
La (dis)avventura di sei amiche Oltre cinque ore per 116 km
GROSSETO. Cinque ore e dieci minuti di viaggio per andare a festeggiare il Capodanno. No, la meta non è la gelida Reykjavik (cinque ore e 20 da Roma), né la “città bianca” Tel Aviv (cinque ore da...
GROSSETO. Cinque ore e dieci minuti di viaggio per andare a festeggiare il Capodanno. No, la meta non è la gelida Reykjavik (cinque ore e 20 da Roma), né la “città bianca” Tel Aviv (cinque ore da Milano) e nemmeno le calde rive del Mar Rosso, dove per altro si arriva in nemmeno quattro ore e mezzo.
La meta di un gruppo di sei ragazze amiatine per salutare il Capodanno è Follonica e le sei amiche ieri si sono messe in viaggio da Piancastagnaio alle 7.10 del mattino per arrivare sulle rive del Golfo alle 12.20. Cinque ore e dieci minuti tondi tondi, per 116 chilometri, ovvero circa due minuti e mezzo a chilometro (in auto lo stesso percorso viene coperto in poco più di un’ora e cinquanta), “grazie” al sistema di trasporto pubblico combinato autobus più treno.
Le ragazze, sei amiche, non sono ancora maggiorenni e quindi si sono affidate ai mezzi pubblici per raggiungere la meta della festa. Ieri mattina erano sedute nell’atrio della stazione di Grosseto, grosse valigie con abiti e trucchi per farsi belle per stasera, e un’aria rassegnata: arrivate a Grosseto alle 9.30, il primo treno utile per Follonica è quello delle 12. Due ore e mezza di attesa per un tragitto di 30 chilometri che il treno compie in una ventina di minuti.
«Il nostro viaggio è iniziato alle 7.10 da Piancastagnaio – raccontano – con il pullman per Arcidosso. Lì abbiamo preso un altro pullman, che è partito alle 8 ed è arrivato a Grosseto alle 9.30».
Sull’autobus per il capoluogo la prima prova di resistenza: un’ora e mezza per poco meno di 60 chilometri, una distanza che in auto si percorre in circa cinquanta minuti. Ovviamente l’autobus fa le sue fermate, non è scattante come un’utilitaria e deve rispettare limiti di velocità più stringenti, quindi un po’ di tempo in più è da mettere in conto.
Il problema, però, è il collegamento tra il capoluogo e la seconda città più popolosa del territorio, Follonica. Tra i due centri, infatti, c’è un buco nei trasporti pubblici per quasi l’intera mattina.
In autobus o si prende la corsa delle 6.25, che arriva alle 7.30, o si salta direttamente alla corsa delle 12.13, con arrivo a Follonica – udite udite – alle 13.05, quasi un’ora dopo. Da lì in poi è ben coperta la fascia centrale della giornata, usata soprattutto dagli studenti.
In treno il servizio non è più capillare che su gomma. Dopo il regionale delle 8.23 per Pisa, chi è diretto a Follonica deve aspettare fino alle 11.39, quando transita l’Intercity 510, o le 12 per il Regionale 6664. Il vantaggio è che, almeno in treno, il tragitto dura una ventina di minuti circa.
E al ritorno? «Ci dovrebbe essere un autobus diretto – accennano le ragazze con un sorriso – o almeno lo speriamo». Di certo, se c’è un augurio da farsi per il nuovo anno è quello che il servizio venga rinforzato un po’. (f.f.)
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