Il Tirreno

Grosseto

«L’Ato rifiuti supererà questo momento»

di Gabriele Baldanzi
«L’Ato rifiuti supererà questo momento»

Dopo l’avviso di garanzia a Tacconi, la presidente del consiglio direttivo invita a «guardare il bicchiere mezzo pieno»

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GROSSETO. Due giorni fa, nel corso dell’assemblea di fine anno dell’Ato rifiuti Toscana sud, è stata diffusa la notizia delle dimissioni del direttore generale ad interim Enzo Tacconi, nominato (non senza polemiche) dalla stessa assemblea dei sindaci lo scorso 11 novembre al posto di Andrea Corti, finito agli arresti domiciliari.

Tacconi si è dimesso a seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Clean city” della Procura di Firenze. Adesso, al suo posto, come direttrice facente funzione è stata incaricata Elisa Billi, avvocata.

Di questo domino senza fine ne abbiamo parlato di nuovo, ieri, con Alessandra Biondi, la sindaca di Civitella Paganico, presidente del consiglio direttivo di Ato. Un mese e mezzo fa Biondi, in un’intervista al Tirreno, aveva spiegato e difeso la scelta di Tacconi.

«In quel momento – spiega – era la decisione giusta. Tacconi non era indagato e dovevamo trovare subito la soluzione migliore per garantire all’Ato continuità e funzionalità. La proposta di nomina di Tacconi fu fatta rispettando il regolamento. L’articolo 19, prevede che in caso di gravi impedimenti del direttore generale venga assegnato a un dipendente il ruolo di facente funzione. La stessa cosa che è stata fatta giovedì con la dottoressa Elisa Billi. Quanto all’accusa di aver taciuto informazioni all’assemblea, come ho già detto, non è assolutamente vero. Comunicammo che Tacconi non era coinvolto nelle misure restrittive e come lui nessun componente della struttura tecnica, eccetto Corti. In quella fase non avevamo altre informazioni da fornire».

Alessandra Biondi ignora «se l’avviso di garanzia per concorso in corruzione e turbativa d’asta (arrivato a Tacconi tre giorni prima di Natale) sia un atto dovuto, oppure frutto di ulteriori sviluppi nell’indagine».

Per la cronaca a Tacconi, difeso dall’avvocato Saverio Agostini del foro di Arezzo, si contestano i seguenti reati: la corruzione (nella forma del corrotto), la turbativa della libertà negli incanti e il concorso con Corti.

In pratica la Procura – stando all’ordinanza – riterrebbe Tacconi molto vicino a Corti, con quest’ultimo che lo usava «come schermo per dare veste di correttezza formale alle decisioni adottate nella gara d’appalto ed ai pagamenti che Corti si era auto-attribuito». Virgolettati, questi, tratti da verbali già noti da tempo.

«Già nei primi giorni di gennaio – conclude Alessandra Biondi – pubblicheremo il bando per il nuovo direttore. Bando al quale stiamo lavorando. Infine, siccome mi piace guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, vorrei sottolineare il fatto che l’assemblea dei sindaci, molto partecipata, è riuscita ad approvare la variazione di assestamento generale del bilancio di previsione 2016 e la proposta di bilancio preventivo 2017. Ne usciremo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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