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Ecco La Scioccolona di Sassoforte Il sorriso della poesia
La compagnia di Sassofortino stasera in tv a Palco 9 Nata nel 2013, vanta già cinque spettacoli e tanti premi
È il teatro in vernacolo a caratterizzare il quarto appuntamento con Palco 9, la trasmissione di Tv9 che ogni sabato sera propone la commedia di una compagnia amatoriale. Stasera, ad accompagnare la fine del 2016, saranno gli attori della compagnia La Scioccolona di Sassoforte con “La bottega di Sghio”.
La Scioccolona di Sassoforte è una compagnia nata di recente, nel 2013, e «quasi per caso – come racconta il presidente, Giulio Santi – sull’onda della necessità di dare vita a qualcosa che possa dare un serio nutrimento all’anima. Così, una riunione organizzata anche elettronicamente, un regista del posto e della gente che sulle prime non si rende nemmeno conto di quel che sta creando, si parte con “Acqua Cheta”, di Augusto Novelli».
A dare una mano alla compagnia un regista professionista, Massimiliano Gracili; un’allieva della scuola di sceneggiatura, Benedetta Petrilli; e un signore che ha girato mezzo mondo con le scenografie delle più importanti produzioni liriche italiane: Roberto Schirinzi. Il debutto avviene in piazza, a Sassofortino, Acqua Cheta ha un successo travolgente e viene rappresentata anche nel teatro di Roccastrada. «Con Acqua Cheta – racconta Santi – l’entusiasmo è alle stelle. Si decide di dare un nuovo spettacolo nell’inverno». La seconda fatica della compagnia è “L’Ascensione”, sempre di Novelli. «La commedia – ricorda Santi – porterà benefici anche al Meyer, per il quale faremo due spettacoli consecutivi».
La Scioccolona si lega fortemente al teatro fiorentino dei primi anni del Novecento e così la commedia successiva è “La Bottega di Sghio”, di Giovanni Bongini. «Non ne comprendiamo subito le potenzialità – dice Giulio Santi – come invece probabilmente fa il regista, ma sarà un primo apice espressivo della nostra compagnia».
Bongini, autore sconosciuto, le cui commedie sono o perdute o incompiute: «La commedia è bellissima. Ha tratti di comicità irresistibili, tratta di estetica ed estetica morale, possiede momenti di commozione intensa. Tocca temi come l’amore, l’illusione, la bruttezza, le maschere, l’inganno, la credulità, la speranza. In altre parole: pura poesia».
La giuria di Grosseto Ridens, nel 2014, premia spettacolo e attori, e altri premi e riconoscimenti arrivano, anche nella rassegna di Ribolla.
«La successiva commedia, “La Buonanima” di Ugo Palmerini, più complessa e meno facilmente comprensibile nella sua poetica – racconta Santi – non viene apprezzata né da noi della compagnia né, di conseguenza, dal pubblico».
La compagnia deve fare, poi, i conti con il fatto di vivere in un piccolo paese e di non avere a disposizione tutto il “materiale umano” per poter mettere in scena commedie, come quelle fiorentine, caratterizzate da tanti personaggi. Ma intanto si tenta un’altra scommessa e va in scena la “Felicità proibita”, di Bruno Carbocci. «Qui – dice Santi – la poesia ha di nuovo il suo ruolo. Non si ride tantissimo, ma ci si commuove. È stata una vera esigenza, quella di cambiare, anche di un poco, il registro. Di questo ultimo lavoro siamo orgogliosi».
Il lavoro, premiato nell’ultima edizione di Grosseto Ridens, non sarà, però, più rappresentato. «Il destino avverso – commenta Santi – ce lo ha portato via». Ma la compagnia non rinuncia a un progetto culturale, per il futuro, magari con la collaborazione di altre compagnie, proprio a partire dall’ultimo autore rappresentato, Carbocci: «Un pilastro sul quale molti altri hanno costruito, nel teatro e nel cinema italiano – afferma Santi – e dimostrarlo sarà un piacere».
Perché una compagnia teatrale in un piccolo paese? L’occhio è rivolto in particolar modo ai giovani, e alcuni sono stati coinvolti, ma non basta. «Il plauso che riceviamo è certamente motivo di orgoglio per noi – dice Santi – ma viene per lo più dalle generazioni che hanno trovato il loro posto nella vita, meno dai giovani che hanno ancora le possibilità di rovinarsela, la vita, attraverso i facili pericoli delle canne, delle polverine, dei fumi, dei liquidi e delle idee semplici e ripetitive».
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