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Mascagni: «Dal trionfalismo al disastro»

Mascagni: «Dal trionfalismo al disastro»

Il capogruppo del Pd critica l’annuncio della svolta fatta dal sindaco e propone tre ambiti di intervento

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C’è la speranza di ripartire, ma ci sono anche tante domande alle quali devono essere date delle risposte. A chiederle, soprattutto al sindaco e alla maggioranza, è il capogruppo del pd Lorenzo Mascagni che parte da un dato di fatto: un mese fa era stata annunciata, nella sala del consiglio, una svolta positiva nella vertenza grazie a un gruppo imprenditoriale cinese. Svolta annunciata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, dagli assessori Riccardo Ginanneschi e Fabrizio Rossi e dal commissario Paolo Coscione. Due giorni fa la società è fallita. «Verrebbe da domandarsi cos’è accaduto in questo mese e mezzo da quell'annuncio in pompa magna - dice Mascagni - da quando il sindaco parlava di “virata verso il positivo” e certamente lo vorremo capire. Così come chiederemo - tramite apposita interrogazione - quali attività siano state poste in essere dell'amministrazione comunale in questi sei mesi per scongiurare il fallimento. Desta infatti più di una perplessità il tentativo di intestarsi in solitario la vittoria (che poi non è arrivata), tentativo perseguito forse a discapito di una proficua collaborazione con gli altri livelli istituzionali».

Ma più che al passato e al rimpallo di responsabilità, Mascagni vuole guardare al futuro.

«Al di là del colore politico dobbiamo lavorare tutti insieme per creare le condizioni affinché le imprese che esistono nel nostro territorio sopravvivano e altre possano decidere di investire in Maremma - dice - colmando il gap di infrastrutture che condanna la Maremma all'isolamento e che è una delle cause che rende difficile la vita delle nostre imprese e scoraggia gli investimenti, attivando una politica di incentivi fiscali e urbanistici per chi vuole investire nel nostro territorio e sviluppando una capacità di relazioni inter-istituzionali, che è condizione essenziale per governare fenomeni socio-economici sempre più complessi (in questo contesto, le prove muscolari e la voglia di contrasto cui abbiamo assistito in questi mesi, non aiutano). Se le istituzioni riusciranno a produrre qualcosa di concreto in questa direzione, le lacrime che oggi tutti versiamo, non saranno lacrime di coccodrillo».(f.g.)

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