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Grosseto

la nomina del curatore

Il futuro nelle mani di Carri «La speranza è ripartire»

Il futuro nelle mani di Carri «La speranza è ripartire»

GROSSETO. Quando il nome del curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto è arrivato alle orecchie dei lavoratori della fabbrica, un sorriso si è disteso sui loro volti: è Francesco Carri, ex...

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Quando il nome del curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto è arrivato alle orecchie dei lavoratori della fabbrica, un sorriso si è disteso sui loro volti: è Francesco Carri, ex presidente della Banca della Maremma, che per lunghi anni ha assistito, anche dal punto di vista finanziario, il dramma vissuto dai dipendenti della fabbrica.

Sarà lui ora a cercare, per quanto possibile, una soluzione a una tragedia che si è consumata come nelle peggiori favole, tra Natale e Capodanno. «Sono dispiaciuto come tutti i grossetani - dice - e l’unica cosa che posso fare è mettere a disposizione serietà ed esperienza, senza fare troppi voli pindarici. Anch’io coltivo una speranza per il know how, per il valore del marchio e anche perché qualche imprenditore si era fatto avanti. Ma ora è il momento della concretezza, di restare con i piedi per terra». Da questo momento in poi, con il fallimento della società, chiunque potrà farsi avanti. E se i cinesi che avevano avviato la trattativa con il commissario della Prodi bis Paolo Coscione vorranno farsi avanti, ora è il momento giusto. Esattamente come tutti gli altri imprenditori che avevano presentato un’offerta e che non sono stati presi in considerazione. Ci vogliono soldi per far ripartire la Mabro, è innegabile. «Ma è anche vero che quella fabbrica produceva qualità - dice Carri - e ora che la società è in liquidazione prenderemo in considerazione tutte le offerte che ci arriveranno, basta che siano sostenute da credibilità e solidità».

È un compito difficile quello del curatore fallimentare, soprattutto per un’azienda che per sessant’anni ha rappresentato l’unico stabilimento produttivo della città e che da ieri ha lasciato a piedi 178 famiglie. «La mia intenzione è quella di collaborare con i sindacati, con Confindustria e con le istituzioni - aggiunge - perché questa società possa riprendere vita dopo questo scossone. Si riparte da zero e vedremo nel corso del tempo quello che verrà fuori. Sono convinto che ciascuna delle persone coinvolte in questa vicenda ci metterà del suo».

La nomina da parte del tribunale è arrivata solo ieri e ora Francesco carri avrà bisogno di un po’ di tempo per vedere conti e documenti. La prima preoccupazione è stata quella dell’accesso dei lavoratori alla mobilità. Anche ieri gli ex dipendenti di Abbigliamento Grosseto si sono occupati principalmente di questo aspetto. Poi, forse, riprenderanno le trattative, questa volta fuori dai paletti della Prodi bis ma nelle maglie del fallimento. (f.g.)

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