Il Tirreno

Grosseto

Il Comune si aggiudica 10 milioni di euro

di Enrico Pizzi
Il Comune si aggiudica 10 milioni di euro

Megafinanziamento della Presidenza del Consiglio per riqualificare Roselle. Il sindaco: «Intervento senza eguali»

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GROSSETO. Un nuovo volto per Roselle, una ciclabile dal parco archeologico al ponte sull’Ombrone, e la demolizione dello scheletro delle terme mai nate. Tra una progettazione integrata da poco meno di 15 milioni di euro e un progettino da 800.000 euro c’è la stessa differenza che passa tra la possibilità di intercettare quasi 10 milioni e, invece, di rischiare di non prenderne nemmeno 400.000.

Il Comune di Grosseto ha osato, ha messo insieme progetti pubblici e privati per un investimento complessivo di oltre 14,7 milioni di euro, ha partecipato a un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul “Programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie”, destinato alle città metropolitane e ai capoluoghi di provincia, e si è aggiudicato un finanziamento di quasi 10 milioni di euro per la riqualificazione della frazione di Roselle e per tutta una serie di opere sul territorio.

La conferma della notizia – che era stata anticipata a novembre dalle forze di opposizione del centrosinistra, evidentemente ben informate su quello che stava facendo il governo Renzi – è arrivata al sindaco Antinfrancesco Vivarelli Colonna mercoledì sera: su 120 capoluoghi di Provincia e città metropolitane che hanno partecipato, sono solo 24 le realtà vincitrici. Grosseto è una di queste e si prepara a mettere in piedi un intervento complesso e multisettoriale che cambierà per sempre e in meglio il volto di Roselle e non solo.

«Un successo enorme, merito di uffici e assessori che hanno lavorato alacremente al progetto persino nel giorno di Ferragosto», spiega il sindaco.

Tutto è avvenuto tra il 15 e il 24 agosto. Qualcuno è anche dovuto rientrare dalle ferie, per una corsa contro il tempo che ha dato i suoi frutti. «Un piano articolato e ambizioso – dice ancora Vivarelli Colonna – che mette a sistema una serie numerosa di interventi e che è il segno di una visione umana e urbanistica profonda. La scorsa amministrazione in maniera timorosa e modesta, aveva pensato di partecipare con la sola riqualificazione del Poggio, per poco più di 400.000 euro. Noi, invece, abbiamo pensato in grande e, oggi, possiamo dire che i nostri sforzi sono stati premiati. Se dovessimo ridurre tutto a una scarna ma efficace percentuale, la differenza di merito da attribuire sarebbe di oltre il 96 per l’attuale amministrazione a fronte di poco meno di 4 per la passata. Ridisegneremo, in meglio e a lungo, una parte importante del nostro territorio. Si tratta di un intervento enorme, che non ha eguali nella storia della città, e che inciderà in maniera profonda sulla qualità della vita di tutti. Oggi i grossetani possono essere felici e orgogliosi».

È evidente che tutti i progetti presentati erano, in realtà, già pronti. Impensabile predisporli in meno di dieci giorni. Ma è anche vero che il merito dell’amministrazione attuale è stato quello di mettere insieme alcuni progetti, pubblici e privati, dare loro unità, secondo una logica di integrazione che veniva richiesta dal bando, e mostrare una capacità di cofinanziamento pari a circa il 35% dell’investimento complessivo. Un lavoro che è stato portato avanti in quei frenetici dieci giorni con la collaborazione degli architetti Silvia Viviani e Luigi Pingitore.

Se il Comune avesse partecipato con il solo progetto della riqualificazione del Poggio – ha precisato l’architetta Viviani – probabilmente non avrebbe ottenuto nemmeno i quattrocentomila euro richiesti proprio perché il bando richiedeva una progettazione integrata, che rispondesse anche a una pluralità di esigenze.

Il programma presentato alla Presidenza del Consiglio parla, infatti, di emergenza abitativa, nuove povertà, disagi nell’accessibilità ai servizi, dinamiche demografiche legate all’immigrazione, limitate opportunità sociali e culturali, accessibilità dipendente dal traffico su gomma e insufficiente decoro urbano. Non solo lavori pubblici, dunque.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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