Il Tirreno

Grosseto

Dopo Mps via pure Coop? «Voci, ma ci muoviamo»

di Alfredo Faetti
Dopo Mps via pure Coop? «Voci, ma ci muoviamo»

Il sindaco Iacomelli incontrerà i vertici della banca e promuove una petizione Due invece i punti vendita a rischio: quello di Gavorrano e quello di Caldana

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GAVORRANO. Dopo la filiale della banca Monte dei Paschi, è a rischio anche il punto InCoop, che potrebbe rientrare nel programma di ristrutturazione annunciato da Unicoop Tirreno dopo l’aumento di capitale e la presentazione del piano industriale 2017/2019. Stesso rischio che corre anche il punto vendita di Caldana.

Sono queste le voci che girano in paese e benché ancora non ci sia alcuna conferma di queste sedi né dall'istituto di credito senese né dalla Coop, le preoccupazioni sono arrivate anche in consiglio comunale. «Gavorrano rischia di diventare un cimitero se veramente chiuderanno questi punti» ha detto Antonio Melillo, capogruppo di opposizione per Bene Comune, ieri mattina a inizio seduta, portando nel dibattito la questione, già anticipata nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale mineraria. «Come abbiamo fatto per l’ufficio postale di Ravi, cosi faremo per la banca di Gavorrano e per ogni altra situazione che si presenterà - ha detto il vicesindaco Giulio Querci nei giorni scorsi - Lotteremo con le poche armi date alle amministrazioni locali, perché senza servizi i paesi muoiono lentamente e questo non possiamo accettarlo in silenzio».

In buona sostanza, il concetto è stato ripetuto anche ieri mattina dal sindaco Elisabetta Iacomelli, che ha posto all’attenzione due iniziative legate al futuro della filiale Monte dei Paschi di Gavorrano: la prima riguarda un incontro già organizzato per la prossima settimana a Grosseto, che vedrà un faccia a faccia tra gli amministratori e il responsabile di zona per Mps; la seconda iniziativa, invece, riguarda una petizione che coinvolga i cittadini in modo che siano informati e partecipi di quanto sta avvenendo. Tanto è emerso ieri a inizio consiglio comunale, quando Iacomelli ha ribadito che ad oggi «non sono arrivate comunicazioni ufficiali all’amministrazione da parte di Monte dei Paschi» (con cui tra l’altro è stato rinnovato il servizio di tesoreria), ma che voci sempre più insistenti da parte di residenti e correntisti danno per certa l’imminente chiusura della filiale, che dovrebbe concretizzarsi il 31 gennaio. E se la petizione rappresenta la novità nella vicenda legata alla banca, il rischio che anche il punto InCoop possa chiudere i battenti è un fulmine a ciel sereno.

È stato Melillo a portare l’argomento del punto vendita nell’assise, raccogliendo l’impegno del sindaco ad approfondire la questione. L’indiscrezione è da riferire riguarderebbe il piano industriale appena presentato da UniCoop Tirreno, che vuol tornare a far utili entro il 2019, anche attraverso la chiusura di quei piccoli punti vendita in cui i bilanci sono in negativo. Tra questi, vogliono le voci che circolano in paese, potrebbero rientrare anche quello di Gavorrano e Caldana. Iacomelli cercherà di capire quanto c’è di vero e nel caso l’amministrazione è pronta a dare battaglia. «Chiudere tutti i servizi significa far morire il paese» hanno detto i vari esponenti ieri in consiglio comunale.

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