Il presidio
Centri storici, sì ai gazebo ma serve il bando di gara
Il consiglio comunale modifica il regolamento urbanistico per dare il via libera ma ora il Comune dovrà cambiare di nuovo anche quello edilizio. Tutte le tappe
GROSSETO. L’assessore all’urbanistica del Comune di Grosseto, Fabrizio Rossi, dice di seguire «la stella cometa della legalità» nella vicenda del regolamento urbanistico che è stato modificato, ieri, con la maggioranza del consiglio comunale, per consentire – a condizione di avere la concessione di un’area e una licenza edilizia – la realizzazione di gazebo anche nei centri storici, sia del capoluogo che delle frazioni. Ed è la verità: i gazebo realizzati sulla base della mera occupazione del suolo pubblico non rispettano la legge. È meno vero, però, dire che da domani sarà data la possibilità di realizzare questo tipo di strutture. Non è vero perché la variante, per quanto semplificata, è stata solo adottata e devono passare almeno 60 giorni, per le osservazioni, perché possa essere approvata. Non è vero, in secondo luogo, perché il Comune dovrà pubblicare un bando in cui mettere in gara le aree da dare in concessione, e nulla è stato ancora predisposto. Infine, non è vero perché il regolamento igienico edilizio (Riec), modificato il 20 settembre per vietare i gazebo in centro, come imponeva il regolamento urbanistico, dovrà essere di nuovo modificato per prevederli di nuovo.
Perché a settembre sia stata fatta quella modifica e perché, invece, non si sia subito modificato il regolamento urbanistico, non è ancora chiaro.
Legalità è la parola che ritorna nelle parole di Rossi e del capogruppo di Fratelli d’Italia Bruno Ceccherini. Il Riec doveva essere modificato perché ritenuto da numerose sentenze illegittimo e dunque si trattava di risparmiare ulteriori problemi agli esercenti che nel frattempo avevano chiesto di poter realizzare dei gazebo. «Negli uffici – ha detto Rossi – c’erano domande latenti». Ma a settembre Ceccherini – lo ha ricordato il capogruppo di Passione per Grosseto Rinaldo Carlicchi – «non parlò di legalità; piuttosto espresse la sua posizione contraria ai gazebo». E se qualcuno, nella maggioranza, parlò anche di legalità – ha rilevato il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni – la tesi prevalente sembrò essere quella di Ceccherini.
Secondo l’opposizione di centrosinistra, c’è stata una marcia indietro. Marcia indietro di cui l’assessore Rossi non vuol sentir parlare. «Stiamo dando una nuova opportunità» dicono sia lui che Ceccherini, che ribadisce la propria contrarietà ai gazebo. In ogni caso i quattro consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno votato contro, perché si creerebbe una posizione di privilegio per chi si aggiudicasse un’area messa a bando.
La variante è stata apprezzata, invece, dal centrosinistra che, però, si è astenuto. Mascagni ha annunciato una mozione in cui solleciterà una veloce nuova modifica del Riec, necessaria perché la variante al regolamento urbanistico adottata ieri non resti lettera morta. Intanto, entro il 31 marzo, pare che le strutture che occupano suolo pubblico debbano essere demolite. I tempi, per applicare la nuova linea politica sono stretti e il rischio paventato da Mascagni è che, alla fine, nel centro storico di gazebo non se ne vedano più, con conseguenze pesanti per le attività commerciali.
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