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L’industria chimica va Investimenti per milioni
Tioxide e Nuova Solmine passano l’esame di Confindustria Toscana Sostenibilità e posti di lavoro tutelati nonostante il calo della produzione
SCARLINO. Il mercato risente dell’andamento generale, ma la sostenibilità dei bilanci del comparto chimico scarlinese regge. Lo dimostrano gli investimenti fatti sia da Nuova Solmine che dalla Huntsman Tioxide, ancora protagoniste nel settore in Toscana. Tanto è emerso dall’esame nella sede di Confindustria Livorno Massa Carrara, che ha condotto un'indagine regionale, da cui emerge che il comparto chimico e petrolifero toscano ha registrato un andamento del valore della produzione in flessione rispetto al 2014 (-13,4%) con un margine operativo lordo di 133 milioni di euro. Pur in questo contesto di contrazione dei volumi economici, le aziende del comparto hanno continuato a investire. Il bilancio di sostenibilità del comparto chimico e petrolifero toscano rileva quindi «che le aziende partecipanti producono e mantengono, all’interno del territorio, gran parte della ricchezza economica generata - spiega il report - Infatti, le spese sostenute a beneficio di persone, aziende ed istituzioni del territorio ammontano a 189,7 milioni di euro in linea con il dato 2014».
Il valore aggiunto è stato pari a 215 milioni di euro, un valore raddoppiato rispetto al 2014. Soddisfatto Dario Lolini, dirigente di Nuova Solmine: «questa è una giornata molto importante per l’industria chimica della provincia perché è stato rappresentato e comunicato alle istituzioni ed a tutta la popolazione il valore che il nostro comparto esprime da molti punti di vista. Sottolineo in particolare modo tre pilastri che guidano le nostre attività: il rispetto ambientale, che è rappresentato dalla continua ricerca di soluzioni innovative nell'uso delle risorse, la sostenibilità sociale, che si concretizza con l'attenzione alle persone, che sono il nostro principale valore, la sostenibilità economica che si realizza attraverso numerosi investimenti e con il contributo a circa il 50% dell'export provinciale». Faeco Francesco Pacini, amministratore delegato di Huntsman P&A Italy, che ha sottolineato come il bilancio di sostenibilità dimostri ulteriormente il valore e l'importanza dell'industria chimica per il territorio grossetano. I dati aggregati con la provincia di Livorno sono impressionanti: l'industria chimica occupa circa 3400 lavoratori tra diretti e indiretti, di cui il 95% proveniente dal territorio, restituisce un valore di 190 milioni di euro, tra stipendi e tasse, 43800 ore di formazione del personale, 10 milioni investiti per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
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