Il Tirreno

Grosseto

In cattedrale l’addio a Giotto Minucci

In cattedrale l’addio a Giotto Minucci

Lo studioso è scomparso a novant’anni. La messa celebrata dall’amico don Franco Cencioni

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GROSSETO. Tanti amici hanno partecipato al funerale di Giotto Minucci, studioso di storia locale che si è spento a 90 anni all’ospedale di Grosseto. A tributare l’ultimo commosso saluto in cattedrale è stato - la vigilia di Natale - l’amico fraterno don Franco Cencioni che conosceva Minucci da una vita e che pochi giorni fa ha anche scritto una nota sofferta in sua memoria. «Piango un amico fraterno con cui la mia vita si è intrecciata la prima volta in seminario nel 1940 proseguendo finora con grande stima, schiettezza, affetto profondo», ha detto don Franco.

Minucci, appassionato studioso, ha dedicato l’intera vita alla conoscenza. ln questi mesi portava avanti una ricerca sui cavalieri del Santo sepolcro e tempo fa si era cimentato in un’altra opera imponente: la trascrizione in cancelleresca, la grafia del Cinquecento, dell’intera Divina Commedia. Un lavoro massiccio svolto con la tipica cura maniacale e perfezionista che infondeva in ogni cosa. Studioso di storia locale, esperto d’orologeria antica, tenace ricercatore che non ha mai smesso di esplorare il passato in ogni forma, Giotto aveva ricevuto il Grifone d’oro nel 2011. Massimo studioso degli Usi civici e Presidente emerito dell’Asbuc di Montepescali, Minucci ha trionfato di recente quando la Cassazione gli ha dato ragione per il riconoscimento dell’estensione a tutte le comunità intorno a Montepescali del diritto di poter usufruire degli usi civici.

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