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Falconeria patrimonio Unesco Un orgoglio per la Maremma

Falconeria patrimonio Unesco Un orgoglio per la Maremma

GROSSETO. Adesso che anche la falconeria italiana è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità, anche la Maremma ha motivo di andare orgogliosa. Perché ormai da...

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GROSSETO. Adesso che anche la falconeria italiana è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità, anche la Maremma ha motivo di andare orgogliosa. Perché ormai da qualche anno è attivo a Cupi di Magliano il Gruppo falconieri, un organismo che si occupa di realizzare strutture per la gestione, recupero e riabilitazione di uccelli rapaci e di promuovere, tutelare e valorizzare l’arte della falconeria. E che è attivo anche in città, per dare una mano a risolvere i problemi causati dalla presenza di volatili indesiderati.

Questioni di tutti i giorni lontane dalle origini, quelle legate alla caccia. Fu con Federico II di Svevia (“De arte venandi cum avibus”), che appunto diventò quell’arte di sintesi di conoscenze teoriche e abilità pratiche: possedere un rapace di caccia significava salire nella scala sociale.

Dicono i falconieri maremmani adesso che il riconoscimento si appresta a dare lustro anche al centro di Cupi: «Ogni falconiere degno di questo nome ha i suoi segreti nell’addestramento dei rapaci: i segreti sono il frutto di esperienze vissute con questi meravigliosi animali, perché ogni animale ha una sua storia, un suo carattere, ogni rapace è diverso e l’addestramento non sarà mai rigido e schematico ma personalizzato».

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