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Il decalogo per valorizzare la Maremma “biodiversa”

GROSSETO. È tempo di buoni propositi. Come per tradizione, Legambiente lancia i propri per l’anno che sta per iniziare. Il 2017 sarà un anno cruciale per la Maremma, secondo l’associazione...

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GROSSETO. È tempo di buoni propositi. Come per tradizione, Legambiente lancia i propri per l’anno che sta per iniziare. Il 2017 sarà un anno cruciale per la Maremma, secondo l’associazione ambientalista: «Per tale ragione, è estremamente necessario – dice – che si lavori tutti per raggiungere i risultati sperati».

Alla Regione. Al governatore toscano Enrico Rossi Legambiente chiede di abbandonare il progetto dell’autostrada che «oltre ad essere impattante dal punto di vista ambientale – dice Angelo Gentili della segreteria nazionale – crea disservizi al traffico locale e ai cittadini»; l’abbandono dovrebbe avvenire «a favore della messa in sicurezza dell’Aurelia – aggiunge Gentili – che deve rappresentare una priorità».

Al Comune capoluogo. Alla giunta del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna Legambiente chiede «di non abbandonare il porta-a-porta nei quartieri di Barbanella e Gorarella, ma di estendere a tutta la città la raccolta differenziata». Serve massima attenzione anche per la zona a traffico limitato, per la messa in sicurezza del territorio e per la valorizzazione del patrimonio naturale. «A Grosseto la Ztl – aggiuge Gentili – deve essere estesa al secondo anello e devono essere aumentare le piste ciclabili e le zone 30 in tutta la città».

Pro allevatori. Il pensiero di Legambiente va anche agli allevatori maremmani che hanno subito l’attacco di predatori e perso bestiame. «Ci auguriamo – dice Gentili – che vengano garantiti i rimborsi diretti, indiretti e indotti alle aziende che hanno subito danni alle greggi. Devono essere valorizzati gli allevatori che presidiano il territorio ma, nello stesso tempo, deve tutelato il lupo come patrimonio della biodiversità».

Rischio idrogeologico. Prioritaria deve anche essere la messa in sicurezza del territorio rispetto ai fenomeni alluvionali, secondo Legambiente. Come? «Attraverso una corretta manutenzione e interventi mirati – dettaglia Gentili – sia per l’area dell’Albegna che per quella dell’Ombrone».

Energia pulita. Da Legambiente arriva anche un monito: «moltiplichiamo i piccoli impianti da fonti rinnovabili per favorire la gestione distribuita e l’autoconsumo energetico e abbattere le emissioni di anidride carbonica, rendendo la Maremma un territorio carbon free».

Tartarughe. Nel 2017 dovrà essere previsto anche un monitoraggio – auspica Legambiente – per verificare l’eventuale presenza di tartarughe Caretta Caretta nell’area costiera. L’associazione chiede, inoltre, di realizzare in Maremma un bio-distretto che valorizzi l’agricoltura biologica e la filiera corta.

Turismo. Un altro buon proposito dell’associazione per il 2017: sostenere e incentivare le strutture turistiche che fanno della sostenibilità il loro punto di forza per qualificare sempre più la Maremma come territorio vocato per un turismo sostenibile. E con un occhio attento all’erosione costiera.

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