Il Tirreno

Grosseto

Sub morti, accolto il patteggiamento

Resta sotto accusa solo la titolare formale del diving nel quale erano state caricate le bombole

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GROSSETO. Minimo di suspence fino all’ultimo, con dieci minuti di ulteriore camera di consiglio -per questioni tanto formali quanto indispensabili - quando tutto sembrava già concluso, deciso e definito.

Ma il giudice Giovanni Muscogiuri alla fine ha detto sì. Sì al patteggiamento per 2 anni (con i relativi benefici) per Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti, sotto processo per omicidio colposo, la morte dei tre sub umbri avvenuta nelle acque delle Formiche di Grosseto il 10 agosto 2014: Fabio Giaimo, Gianluca Trevani ed Enrico Cioli.

Titolare e collaboratore del diving di Talamone si sono visti escludere le due aggravanti come già concordato con la sostituta procuratrice Arianna Ciavattini alla precedente udienza di sabato (la colpa cosciente e i rischi per la popolazione derivanti dal caricamento delle bombole) e si sono visti riconoscere come «meritevoli» le iniziative risarcitorie nei confronti dei familiari delle vittime, che nelle passate settimane hanno rinunciato alle costituzioni di parte civile in virtù del denaro che Montrone ha ricavato da un immobile. Il giudice ha ritenuta congrua la pena, anche nelle modalità di “conteggio” riformulate in sede di dibattimento dopo il no della Procura in udienza preliminare. E ha quindi chiuso una parentesi, quantomeno quella giudiziaria penale.

Prima di leggere la sentenza che sancisce la regolarità del patteggiamento, il giudice aveva dichiarato il non doversi procedere per estinzione per remissione di querela per il capo di imputazione che riguardava le lesioni lievi, cioè le intossicazioni leggere. Un capo che interessava non solo Montrone e Agnaletti (difese Riccardo Lottini e Massimiliano Arcioni) ma anche Daniela Lucciola, compagna di Montrone, finita nel processo in qualità di amministratore della Underwater Activity srl che all'epoca gestiva il diving Abc.

Per lei, però, il procedimento non è finito: il giudice ha disposto la separazione e adesso del fascicolo si occuperà (per incompatibilità del primo giudice) il dottor Gian Marco De Vincenzi. La prima udienza è fissata per il 13 marzo. Qui ci sarà il dibattimento: assistita dall’avvocato Romano Lombardi, Lucciola è tornata nel processo per decisione della Corte di Cassazione, dopo che il gup l’aveva esclusa in mancanza di una presunta responsabilità diretta negli eventi. Un argomento che la difesa cercherà di far nuovamente valere. Lucciola ieri era presente, insieme a Montrone. Dovrà riprensentarsi fra poco meno di quattro mesi.

(p.s.)

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