Il presidio
Le vestaglie azzurre occupano il Comune
Un gruppo di lavoratori dell’azienda di abbigliamento nella sala del consiglio Chieste garanzie sull’assegnazione, oggi l’incontro tra il commissario e i cinesi
GROSSETO. Le lucine dell’albero di Natale che illuminano piazza Duomo fanno a pugni con i volti degli operai della Mabro che ieri mattina hanno deciso di andare a parlare con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna senza prendere appuntamento. Hanno salito le scale del palazzo comunale in silenzio e in silenzio si sono seduti nei banchi del consiglio comunale ad aspettare il primo cittadino. Vivarelli Colonna è arrivato e si è seduto al suo posto.
«Sono dalla vostra parte - ha detto - e l’assessore Riccardo Ginanneschi sta seguendo la vostra vertenza. Ma le nostre competenze sono limitate». La firma sull’acquisizione della società doveva essere messa cinque giorni fa ma ancora oggi le trattative sono in corso: il commissario della Prodi bis Paolo Coscione incontrerà nel pomeriggio l’imprenditore cinese, proprietario della Sharmoon, società che a Wenzhou ha più di tremila negozi e che aveva presentato l’offerta per rilevare la Mabro. «Quello che vorremmo - dice Nadia Perino, rsu Cgil - sono garanzie sulla chiusura di questa trattativa. Ma vogliamo anche capire perché siano stati scartati ad esempio altri due piani industriali presentati da altrettanti imprenditori che ci sembravano convincenti. E soprattutto, vorremmo sapere perché ancora è in ballo la proposta di Pacenti». È questo il nodo che le vestaglie azzurre vorrebbero fosse sciolto. Ma né l’assessore, in collegamento telefonico con la sala del consiglio occupata, né il sindaco hanno una risposta. «Posso solo farmi portavoce delle vostre richieste al commissario e informarmi su quello che sta accadendo - dice l’assessore - la trattativa ovviamente non viene portata avanti senza che ci siano le carte in regola per farlo». Ma è tutto nelle mani del commissario, ora, e l’incontro di oggi con l’imprenditore cinese segnerà probabilmente il destino dei lavoratori e della fabbrica di abbigliamento. «Sono sette mesi che non riscuotiamo la cassa integrazione - dicono - abbiamo imparato a campare con 600 euro al mese ma ora non abbiamo nemmeno quelle. Che almeno le risposte che vogliamo ci arrivino».
Non finisce qui. Se oggi i lavoratori della Mabro non avranno certezze rispetto al loro futuro, sono pronti «a gesti eclatanti». Lo hanno detto più volte durante l’incontro con il sindaco che è stato ad ascoltare le loro richieste. Richieste che arrivano alla fine di una vertenza dura, difficile, complicata. Una vertenza che, grazie alla caparbietà dei lavoratori della Cgil è finita con la Prodi bis e il commissariamento della società. «Ora non ci sono più divisioni sindacali - dicono i rappresentanti dei lavoratori - ci siamo lasciati tutto alle spalle. L’unico obiettivo che abbiamo è quello di tornare a lavorare».
È lo spettro del capannone e quello che ruota intorno all’affitto dello stabilimento che non convince le vestaglie azzurre. «Abbiamo aspettato che Royal Tuscany fallisse - aggiunge Perino - i cinesi hanno sottoscritto un accordo per affittare lo stabilimento, mentre i due imprenditori che sono stati scartati, ne avrebbero costruito uno nuovo. Ora rispunta Pacenti, che è stato socio di Abbigliamento Grosseto quando è successo il tracollo della socio. C’è qualcosa che ancora non ci convince». Le ore stanno diventando ere geologiche per loro: c’è da aspettare almeno questo pomeriggio, quando Coscione incontrerà l’imprenditore arrivato dalla Cina per capire se questo affare andrà in porto. «Non c’è più tempo - dice il sindaco - in questi giorni la decisione deve essere presa anche perché dopo il 31 dicembre, se non è successo niente, l’azienda fallirà ed è quello che nessuno di noi vuole». È una battaglia che si combatte sul filo dei minuti e delle trattative, quella della Mabro. Una battaglia che va avanti da troppo tempo ma che non ha tolto forza e soprattutto spirito alle battagliere vestaglie azzurre che ieri hanno occupato il Comune. Oggi, probabilmente, sapranno se c’è l’assegnazione. Altrimenti domani si vedrà.
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