Il Tirreno

Grosseto

Posta a singhiozzo Il sindaco si infuria «È come un taglio»

di Alfredo Faetti

Termine: sarà un servizio potenzialmente efficiente ma assente «Non accettiamo di venir considerati cittadini di serie B»

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MONTEROTONDO MARITTIMO. La posta arriverà un giorno sì e un giorno no, almeno nella settimana più intensa del servizio. Nelle altre, invece, il postino sarà attivo solo due giorni su sei lavorativi.

Lo ha spiegato chiaramente Poste italiane spa in una lettera inviata a diverse amministrazioni comunali, compresa quella di Monterotondo Marittimo, aggiungendo anche che il postino sarà dotato anche di nuove tecnologie per poter pagare bollettini o altre transazioni simili. Una spiegazione che ha fatto infuriare il sindaco Giacomo Termine. «Avremo, secondo Poste, un postino in prospettiva potenzialmente molto efficiente, ma concretamente assente» dice il primo cittadino del borgo, che già annuncia battaglia contro questo provvedimento, cercando magari il sostegno di altri Comuni, così come è avvenuto durante la stagione della paventata chiusura di molti uffici postali.

Non è un rapporto idilliaco quello tra Poste italiane e i Comuni periferici. Sono serviti anni e due sentenze del Tar per impedire la chiusura di un gran numero di uffici, già previsto dalla società in un piano di riorganizzazione che avrebbe sottratto a decine di centri il servizio postale. E adesso, chiusa da poco questa stagione carica di veleni, ecco che scoppia in nuovo caso.

Ne dà notizia il sindaco di Monterotondo, raccontando per filo e per segno cosa comunica Poste con la sua ultima missiva ai municipi. «In una lunga e dettagliata lettera Poste italiane informa il Comune che la distribuzione della posta nel nostro comprensorio subirà una modifica. La parola modifica in tal caso può essere sostituita con la parola taglio - dice Termine - A partire da febbraio 2017, comunica Poste, a Monterotondo e in molti altri comuni la consegna della posta verrà effettuata il lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana e, a rotazione, il martedì e giovedì in quella successiva». Il calo del servizio insomma è evidente. «Il postino, però, nei giorni in cui lo vedremo, sarà dotato di strumenti tecnologici che gli consentiranno di ricevere il pagamento dei bollettini, l’accettazione di raccomandate, la raccolta e consegna dei pacchi, la ricarica di carte prepagate - continua Termine - Avremo, sempre secondo Poste, un postino in prospettiva potenzialmente molto efficiente, ma concretamente assente».

Questo è ciò che ha spiegato Poste italiane ai vari sindaci coinvolti nel nuovo progetto. E in molti non l’hanno presa certo bene, come Termine. «Il dato di fatto è che zone interne come le nostre saranno sempre di più comunità di serie B in cui il sistema dei servizi non funziona come nelle città o nei centri abitati più popolosi - dice - La scelta di Poste è dettata ancora una volta, come quando tentarono di chiudere gli uffici postali, da calcoli economici in cui il rapporto con il tessuto sociale non è una componente importante».

In quest’ottica, Termine annuncia una nuova battaglia. «Respingere con fermezza queste scelte travalica, infatti le ragioni specifiche di un territorio perché mette in discussione la forza di quella rete sociale fatta di piccoli centri, borghi e comunità rurali che sono l’ossatura del nostro Paese - conclude- Il Governo centrale dovrà farsi carico della tutela di tutto questo patrimonio e fermare una deriva tecnicistico/finanziaria di Poste italiane».

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