Il Tirreno

Grosseto

Ecco i maxi tubi tedeschi contro l’erosione costiera

di Ivana Agostini
Ecco i maxi tubi tedeschi contro l’erosione costiera

È l’escamotage scelto dai titolari dei campeggi in attesa di interventi risolutivi Lunghi 10 metri, costano 5.000 euro l’uno: per ora ne sono stati posizionati 12

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ORBETELLO. La lotta all’erosione costiera è iniziata. I titolari dei villaggi turistici che fanno parte dell’associazione Osa Albegna Giannella si mettono al riparo dal mare che mangia la spiaggia.

«Abbiamo cominciato a posizionare geotubi – spiegano dal direttivo dell’associazione – per preservare il nostro arenile». Per il momento i tubi posizionati sono dodici: dal campeggio Oasi all’Hawai. «I tubi – spiegano – sono fabbricati in Germania e hanno una lunghezza di 10 metri ciascuno».

Hanno la funzione di ricreare la spiaggia evitando che le mareggiate e il mare se la portino via. «Quando arriva l’onda – continuano dall’associazione – l’acqua del mare sbatte nei tubi ed evita che la sabbia venga portata via».

Il lavoro è a totale carico dei titolari degli stabilimenti. I tubi vengono riempiti di sabbia e posizionati. «Questa attività – dicono gli imprenditori – è frutto di un progetto che abbiamo elaborato a nostre spese affidandoci a un esperto del settore, Pier Luigi Aminti. Secondo il nostro tecnico i tubi per avere un risultato ottimale dovranno avere la lunghezza di almeno 20 metri. Per questo ne metteremo altri davanti a quelli che già ci sono in modo da raggiungere i 20 metri e migliorare il risultato».

Si tratta di interventi che non riusciranno a risolvere definitivamente il problema dell’erosione: sono piuttosto dei pagliativi per riuscire ad arrivare alla stagione estiva con un arenile degno di questo nome. È una bella spesa per i privati: «Ogni tubo ci costa complessivamente circa 5.000 euro». I geotubi vengono poi messi in punti strategici. «Vanno messi dove ci sono particolari correnti che contribuiscono a portare la sabbia».

Un dettaglio (importante): i grossi contenitori di sabbia che adesso si possono trovare sulle spiagge della zona delloOsa Albegna sono resistenti agli urti dei tronchi. «Sono fatti in modo da poter sopportare le mareggiate e ciò che viene portato a riva dal mare – dicono i campeggiatori – comunque li monitoriamo in modo da fare attenzione che non vengano lesionati».

Il lavoro che stanno portando avanti i privati precede quello che dovrà essere fatto dalla Regione Toscana e che dovrebbe essere definitivo. «Abbiamo instaurato con la Regione un rapporto di collaborazione – concludono gli imprenditori dell’associazione – confermato anche nell’ultima visita fatta dall’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni. Quando poi verrà fatto l’intervento definitivo i geotubi verranno tolti».

Nel frattempo si va avanti per difendere una costa e il lavoro di decine di persone per cui l’arenile rappresenta una fonte di reddito d’impresa.

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