Il presidio
Muore a soli 13 anni ucciso da una malattia
Alessio giocava a calcio nel Real Follonica ed era un leone coraggioso. Rabbia e incredulità nella città del golfo: era ricoverato al Meyer
FOLLONICA. Alessio era un leone coraggioso. Alessio aveva solo 13 anni. Una vita spezzata nel periodo più bello, quello dell’adolescenza, dei primi amori, delle prime scelte importanti, delle grandi amicizie, del divertimento.
Alessio Galgani aveva solo 13 anni e ieri il suo cuoricino ha smesso di battere per sempre a causa di un brutto male scoperto solo pochi mesi fa. Era ricoverato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze da qualche tempo: doveva affrontare delle cure per tentare di riuscire a sconfiggere la malattia diagnosticata a fine estate. Mamma e papà, Francesca Vagelli e Simone Galgani (genitori anche di due gemelli, un maschio e una femmina, di pochi anni più piccoli di Alessio), sono persone molto conosciute e stimate a Follonica: vivono nella zona storica della città del golfo, Senzuno, che di fatto è una grande famiglia.
Una bellissima famiglia, persone amorevoli e sempre con il sorriso.
La notizia della scomparsa del piccolo Alessio è arrivata a Follonica ieri intorno alle 13: la prima reazione è stata incredulità, dopo è subentrata la rabbia, una rabbia immensa per una morte profondamente ingiusta, incomprensibile, inaccettabile. In tanti sui social hanno espresso la loro profonda tristezza condividendo un’immagine dove si vedeva una cancellatura nera con un messaggio: «Un solo pensiero e nessuna parola!». Incredulità di molti dovuta al fatto che non tutti in città sapevano di quel male tremendo che aveva colpito il ragazzino: solo pochi mesi fa appunto la famiglia lo aveva scoperto quasi per caso per un problema differente che Alessio pareva avere.
La scomparsa del piccolo sarebbe stata provocata da un arresto cardiaco dovuto appunto alla brutta malattia.
Alessio, forse per rimanere in contatto con gli amici follonichesi, poco tempo fa aveva aperto un suo profilo su Facebook, condividendo delle sue immagini di quando era piccolo. Un angioletto biondo, bellissimo.
Un leone coraggioso, come lo descrivono gli amici di famiglia.
Un ragazzino allegro, solare, con una passione grande: il calcio. Alessio faceva parte della società Asd Real Follonica, nata da pochi mesi: i suoi compagni di squadra ad ottobre gli avevano voluto mandare un messaggio sempre attraverso i social.
Una foto di gruppo dove ognuno teneva in mano un messaggio per lui. «Alessio siamo tutti con te». «Forza Ale ti aspettiamo». «Torna più forte di prima».
Il campo era la sua seconda casa, amava correre dietro al pallone, giocare con i suoi amici. A Follonica lo aspettavano i suoi compagni per affrontare insieme le sfide del campionato. Lo aspettavano i suoi fratellini, gli studenti della sua classe, i suoi amici. Un piccolo angelo biondo. Un'anima pura. Un leone coraggioso che si è dovuto arrendere a un male più grande di lui che lo ha strappato all’amore dei suoi familiari e dei tanti amici.
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