Sul lettino a 78 anni «Ormai l’età non conta più»
Sono giovani ma i loro nomi sono già ben noti tra chi non si tira indietro di fronte a un altro disegno da fare sulla pelle. Ludovico Iavarone e Ranieri Cecconi lavorano entrambi nel negozio dedicato...
Sono giovani ma i loro nomi sono già ben noti tra chi non si tira indietro di fronte a un altro disegno da fare sulla pelle. Ludovico Iavarone e Ranieri Cecconi lavorano entrambi nel negozio dedicato alla street art in via Aquileia. Il loro studio si chiama Dogtown. Un mondo dei sogni, fatto di skate, di vestiti, di accessori e di uno studio dove tatuarsi aperto due anni fa. Ranieri e Ludovico hanno 30 e 31 anni e dopo anni di gavetta in altri studi hanno deciso di mettersi alla prova. «Ma con grande umiltà - dicono - perché è quella che conta in questo mestiere». Hanno accettato la sfida, sapendo bene che la concorrenza c’è e che per ritagliarsi uno spazio proprio bisogna lavorare bene, con professionalità. «Quando ero piccino e andavo a scuola - racconta Ranieri - mi divertivo a colorare con i pennarelli le braccia del mio compagno di classe. Poi mi sono comprato il primo kit per tatuare e ho cominciato a fare esperienza così. La gavetta non è stata breve, ma è un lavoro che richiede precisione e attenzione, non si può improvvisare».
Ci sono tanti protocolli da rispettare, ci sono clienti diversi che si affacciano alla porta degli studi di tatuatori che devono andare via contenti. «Una volta è venuta una donna che aveva 78 anni e la fobia dei gechi - aggiunge - ne volle tatuato uno su un polso, perché diceva di essere comunque debitrice a quell’animale che le mangiava le zanzare». È difficile tatuare la pelle di chi non è più giovanissimo, ma ora che non si parla nemmeno più di moda ma di arte ogni sfida vinta può diventare un capolavoro. «Basta che siano rispettate tutte le norme - aggiunge Iavarone - perché l’improvvisazione in questo mestiere può costare davvero cara». (f.g.)
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