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Sub morti, accordo per il patteggiamento
Difesa e accusa propongono 2 anni con la sospensione, il giudice si è riservato la decisione fino a martedì
GROSSETO. È finita ma non è ancora finita. Ci sarà un altro passaggio prima che vada a conclusione la vicenda giudiziaria di Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti, imputati per omicidio colposo, la morte dei tre sub umbri avvenuta per avvelenamento da monossido nelle bombole il 10 agosto 2014 nelle acque delle Formiche di Grosseto.
L’accordo raggiunto tra Procura e difensori è stato proposto ma il giudice Giovanni Muscogiuri ha preso tempo per esaminare i cinque faldoni e valutare la congruità della proposta. Poco tempo, comunque: martedì prossimo di nuovo tutti in aula, Natale potrebbe essere meno preoccupante per gli imputati. E del resto ieri mattina, nella mezz’ora di udienza, si è respirata un’aria più distesa. Uscite di scena le parti civili già alla precedente udienza grazie al risarcimento offerto da Montrone, accettate dagli imputati le remissioni di querela connesse alle lesioni, la vicenda si sta avviando a conclusione su binari del tutto diversi da quelli che si erano prospettati all’inizio. C’è stato spazio anche per qualche battuta distensiva.
Niente dibattimento e chiusura del processo con 2 anni di patteggiamento e pena sospesa: non ci sarà carcere, non ci saranno modi alternativi di espiare. Due anni esattamente come quelli proposti all’udienza preliminare del 24 luglio 2015 e non accettati dalla Procura. Adesso la pena è la medesima ma il percorso è diverso: è una rinnovazione. Si parte, come specificato dal pm Arianna Ciavattini alla precedente udienza, dall’eliminazione di due aggravanti, quella della previsione dell’evento (colpa cosciente) e della violazione di una norma antinfortunistica (il caricamento delle bombole con rischi per la popolazione). La pena base è di 3 anni, sia per il titolare del diving sia per il suo collaboratore, per la morte in astratto più grave, la morte di Fabio Giaimo, nelle cui bombole c’era una concentrazione maggiore di monossido. Poi intervengono la riduzione di un terzo per le attenuanti generiche (prevalenti per Montrone, semplicemente applicate per Agnaletti che ha solo la colpa cosciente) e il concorso formale per la morte degli altri due sub, Gianluca Trevani ed Enrico Cioli che riportano a tre anni la pena. La scelta del patteggiamento, con lo sconto di un terzo, porta il conto finale a 2 anni.
In aula c'erano tutti: Agnaletti, Montrone e la moglie di quest'ultimo, Daniela Lucciola, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimiliano Arcioni, Riccardo Lottini e Romano Lombardi. Per Lucciola, nel processo perché legale rappresentante della società Underwater Activity srl, adesso chiusa, dovrà essere fatto uno stralcio per procedere al processo vero e proprio: martedì si conoscerà anche il suo destino.
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