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Omicidio per la pensione: rinviata a giudizio
Corte di assise a Piacenza per Maria Grazia Guidoni imputata di aver ucciso la madre di 63 anni
PIACENZA. Il giudice dell’udienza preliminare di Piacenza, Gianandrea Bussi, ha rinviato al giudizio della Corte di assise Maria Grazia Guidoni, 46 anni, accusata di aver ucciso nel 2012 la madre Giuseppina Pierini, 63 anni, di averne trasportato il corpo e di averlo nascosto.
Si separa così la posizione rispetto al figlio, Gino Laurini, 23 anni, per il quale si procederà con il rito abbreviato (e con richiesta di perizia psichiatrica) ancora di fronte al giudice originario, Anna Savastano, nell’udienza del 27 dicembre.
La prima udienza del processo a Maria Grazia Guidoni davanti ai giudici togati e popolari piacentini si terrà invece il 16 gennaio. Il gup ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Roberto Fontana. Madre e figlio, insieme - ma con responsabilità che la Procura indica come distinte - avrebbero ucciso Giuseppina con premeditazione a Pontenure (pochi chilometri a sud di Piacenza): avrebbero somministrato una dose non mortale di medicinali alla donna, malata di Alzheimer, avvolgendole in testa un sacchetto di plastica chiuso al collo con del nastro adesivo. Gino avrebbe suggerito alla madre, che aveva già messo al sacchetto, di chiuderlo alla base per evitare che entrasse aria. Un omicidio premeditato e per motivi abietti, secondo la Procura: per Giuseppina era stato nominato un amministratore di sostegno e Maria Grazia non avrebbe potuto disporre liberamente del denaro. Ciò avrebbe fatto scattare la molla del progetto omicida, messo a segno nell’appartamento di Pontenure. Entrambi devono poi rispondere anche del trasporto del cadavere fino al podere Sdriscione, a Massa Marittima: vi sarebbe stato gettato sopra dell’acido muriatico (sul viso, per rendere il cadavere irriconoscibile) e madre e figlio lo avrebbero preso a colpi di pala e zappa per farlo a pezzi. Gino lo aveva fatto ritrovare nel novembre 2015. (p.s.)
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