Il presidio
Terreni in fiamme per vendetta I carabinieri arrestano 2 uomini
Avrebbero distrutto colture e olivete della famiglia che aveva sporto denuncia per pascolo abusivo Sono anche accusati di aver minacciato un agricoltore con una roncola prendendolo a sassate
MASSA MARITTIMA. È stata una specie di guerra scoppiata durante l’estate, per un fazzoletto di terreno. Non una guerra di proprietà, ma di utilizzo. Perché un pastore aveva deciso di portare il suo gregge a pascolare su un terreno coltivato, di proprietà di una famiglia che dopo qualche incursione, aveva deciso di sporgere querela contro il vicino. Ma quell’esposto si è trasformato in un incubo per i proprietari del terreno, che sono stati minacciati, prima a parole e poi si sono ritrovati le coltivazioni e l’oliveta che avevano curato per anni, distrutti dalle fiamme.
Per questo, due giorni fa, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Follonica e della tenenza di Massa Marittima si sono presentati alla porta di casa di due uomini con un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, su richiesta della Procura che ha arrestato due uomini di Massa Marittima: Giuliano Aronne, di 38 anni e Fabio Bogi, roccastradino di 61 anni.
Il provvedimento cautelare nei loro confronti è stato disposto una volta conlcuse le indagini che avevano preso il via nel mese di giugno dopo che, nel comune di Massa Marittima erano scoppiati due incendi dolosi di campi coltivati, di proprietà di una famiglia di agricoltori, che provocarono la distruzione di svariati ettari di grano e numerose piante di olivo, causando un rilevante danno economico.
L’attività investigativa, grazie anche alla visione di alcune telecamere di sorveglianza poste nella zona, ha consentito di documentare il passaggio di un’autovettura in uso all’Aronne, in orario compatibile con gli incendi. Inoltre, ascoltando le vittime, ai militari era apparso chiaro anche il movente (la ritorsione) all’origine dell’azione criminale: Giuliano Aronne infatti, aveva fatto pascolare più e più volte in terreni di privati, in seguito ai quali, un agricoltore locale aveva sporto una querela ai carabinieri di Massa Marittima.
Ma quando Aronne ha saputo che era stato denunciato, ha continuato a minacciare ripetutamente la famiglia che ormai considerava “rivale”, per costringerli a ritirare la querela, arrivando anche a dire che, in caso contrario, «avrebbe dato fuoco a tutto».
Ulteriori accertamenti fatti dai carabinieri hanno consentito di individuare in Giuliano Aronne l’ideatore e il mandante degli incendi, e nell’amico Fabio Bogi il materiale esecutore.
I due si sono resi inoltre responsabili, dopo la commissione degli incendi, di un altro grave episodio di intimidazione nei confronti di un membro della famiglia dell'agricoltore denunciato.
Un giorno, un membro della famiglia di agricoltori che avevano presentato l’esposto, mentre era intenta a lavorare nei campi con il trattore era stata minacciata con una roncola e aggredito con lancio di sassi, che erano finiti sul parabrezza della macchina agricola danneggiandola.
Quando i carabinieri si sono presentati a casa dei due uomini per l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, hanno anche effettuato le perquisizioni.
A casa di Fabio Bogi è stata trovata un’auto, mentre a casa di Aronne una moto da enduro.
Ed entrambi i mezzi avevano i numeri di matricola abrasi. I carabinieri della tenenza di Massa Marittima stanno ora conducendo ulteriori accertamenti per capire la provenienza di quell’auto e di quella moto.
I due uomini sono ora rinchiusi nel carcere di via Saffi dove sono stati portati due giorni fa dai carabinieri in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare.
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