Il Tirreno

Grosseto

Il palloncino di Selene presto tornerà a casa

di Francesca Gori
Il palloncino di Selene presto tornerà a casa

L’autista della Tiemme che ha trovato le letterine a Santa Lucia è stato contattato dalla madre della bambina: presto si incontreranno

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CIVITELLA MARITTIMA. Il telefono di Alessandro Marcucci ha cominciato a suonare poco prima delle 20 di mercoledì sera. All’altro capo, a centinaia di chilometri di distanza, c’era una donna. Si è presentata, aveva uno spiccato accento del nord. Era la mamma di Selene, la bambina della scuola di Gandellino, in provincia di Bergamo, che aveva lasciato volare in aria i suoi palloncini con la lettera scritta per Santa Lucia. «Grazie, grazie di aver trovato quelle lettere - ha detto la donna - e grazie anche per la raccolta di doni che avete iniziato».

Alessandro era emozionato, così come lo era Anna, la mamma della bambina. È stata lei a raccontare all’uomo la storia della sua famiglia che abita in quel piccolo centro delle Alpi Orobie. Una famiglia umile, che ha dovuto attraversare tante difficoltà. La letterina scritta da Selene non era la letterina di una bambina capricciosa che voleva nuovi giochi e nuovi vestitini per le feste. «La mamma della bambina - racconta Marcucci - mi ha spiegato la loro situazione. Da tanto tempo lei e il marito tentavano di avere un figlio che non veniva. Hanno scelto di fare la procreazione assistita e di bambini ne sono nati tre». C’è Selene e ci sono i suoi due gemellini maschi. L’unico ad avere un lavoro, in quella casa, è il padre dei tre bambini che fa l’operaio. «Una famiglia che ha qualche difficoltà economica - aggiunge Marcucci - e che ha cercato, nel corso degli anni, di andare avanti nella maniera più dignitosa possibile». Perché nella storia della coppia non c’è stata soltanto la difficoltà di andare avanti in tempi di crisi o quella di avere un figlio che non ne voleva sapere di nascere. Qualche anno fa, la mamma e il padre di Selene hanno perso tutto: la loro casa è stata distrutta dallo scoppio di una bombola di gpl che veniva utilizzata per far funzionare la cucina. «Anna mi ha detto che qualche aiuto le farebbe comodo - aggiunge l’autista della Tiemme - ma io più che un pacco con qualche regalino non posso fare. Ho chiesto ad alcuni amici che hanno figli di preparare qualche vestito per quei tre bambini. La mamma di Selene mi ha invitato a Gandellino per conoscerli».

La bambina aveva affidato i suoi desideri a due palloncini colorati che sono arrivati dal bergamasco fino a Civitella Marittima, sulla strada comunale che collega il borgo a Casal di Pari.

La strada che l’autista dello scuolabus stava percorrendo per andare a prendere i bambini della scuola primaria e accompagnarli a casa. Il destino di una bambina e di un uomo che di lavoro accompagna proprio i piccoli a scuola si è incrociato di fronte a un albero sul cui ramo era rimasto un palloncino ancora gonfio, un palloncino che aveva percorso centinaia e centinaia di chilometri prima di arrivare fino alla Maremma.

Ora le strade dell’autista della Tiemme e quelle della piccola Selene potrebbero incrociarsi davvero, una volta che Marcucci si sarà organizzato per andare a incontrare la famiglia della piccola.

Intanto in Maremma è cominciata una vera e propria gara di solidarietà per esaudire i desideri della piccolina e per far arrivare qualche regalo anche ai suoi due gemellini, probabilmente ignari di quello che ha fatto la bambina con i suoi pennarelli colorati e con quei due palloncini gonfiati e poi lasciati andare in cielo.

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