Il Tirreno

Grosseto

Spese non contabilizzate «Colpa anche dei vertici»

di Alfredo Faetti
Spese non contabilizzate «Colpa anche dei vertici»

Polemica dopo la pubblicazione della sentenza delle Corte dei Conti Per Massa Comune chi guidava l’ex Comunità montana doveva intervenire

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MASSA MARITTIMA. Le spese anomale dell’ex Comunità Montana non sono passate inosservate negli ambienti della politica massetana. E le considerazioni dei vari esponenti vanno al di là di quello che riporta la sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato a risarcire l’economo dell’ente per 5.000 euro, colpevole secondo il magistrato di aver presentato la documentazione fiscale in modo «disordinato», senza contare che alcune spese come pranzi, cene e acquisti alla Coop, non hanno trovata giusta motivazione. Ma per il capogruppo della civica Massa Comune, Fiorenzo Borelli, ci sono anche altri responsabili da tirare in ballo in questa vicenda, tra cui l’attuale sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini. «La patata poco impugnabile rimane oggi nelle mani del presidente attuale (Nicola Verruzzi, ndc) che, incolpevolmente, dovrà gestirla - dice Borelli - ci tengo a chiarire e ribadire che quanto accaduto riguarda i tre presidenti precedenti l’attuale (ossia Giancarlo Zago, Lidia Bai e appunto Giuntini) oltreché il commissario cui fu affidata la gestione nel passaggio tra Comunità Montana e Unione di Comuni».

L’analisi che fa il capogruppo del movimento civico parte dai fatti. «È di questi giorni la notizia che la Corte dei Conti ha rilevato una serie di incongruenze nelle spese effettuate dall’ex Comunità Montana dal 2003 al 2015, incongruenze consistenti in piccole ma numerose spese in panettoni, spumanti, colazioni e così via che verrebbero addebitate al responsabile dell'Economato» riassume, avanzando poi alcune riflessioni. Ad esempio, quella che «solo nel 2016 si concretizzano azioni di controllo a partire dal 2003», ma anche quella secondo cui «si addebitano tutte le spese fatte come rimborsi a funzionari e amministratori al responsabile dell’Economato scelto come capro espiatorio di un sistema che con grande bontà voglio definire “disinvolto”». Ma Borelli tiene a sottolineare anche che «davanti a tutte le questioni di enorme gravità che gravano sul nostro territorio, la Corte dei Conti rileva una non correttezza nei rimborsi di circa 12 anni pari a circa 5.000 euro». Da qui un’amara conclusione: «credo siamo davanti all’ennesima dimostrazione di gestioni allegre sulle spalle dei cittadini» conclude il capogruppo di Massa Comune, ribadendo la sua convinzione che le responsabilità siano da imputare anche a chi era a capo dell’ente.

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