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L’allarme

Ordigno bellico sul sentiero Artificieri a Cala Martina

SCARLINO. È stata trovata il 6 novembre, nascosta tra le foglie e il terriccio umido della macchia. Sono stati degli escursionisti scarlinesi a notarla per primi e quando hanno capito di cosa si...

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SCARLINO. È stata trovata il 6 novembre, nascosta tra le foglie e il terriccio umido della macchia.

Sono stati degli escursionisti scarlinesi a notarla per primi e quando hanno capito di cosa si trattava non hanno esitato a rivolgersi alle forze dell’ordine, così da disinnescare il pericolo.

Tra le foglie e il terriccio umido di Cala Martina, infatti, è stata ritrovata una bomba risalente con ogni probabilità alle Seconda Guerra Mondiale, su cui è ancora presente il detonante. Un dettaglio non da poco, perché in poche parole l’esplosivo potrebbe essere ancora attivo: per questo ieri sono intervenuti gli artificieri per disinnescarla, sventando ogni pericolo.

L’ordigno bellico è stato ritrovato durante un’escursione di alcuni scarlinesi, impegnati a inizio novembre sulle salite sterrate del comprensorio delle Bandite. A catturare la loro attenzione è stato il metallo arrugginito che faceva capolino dal terreno, nascosto sotto del fogliame, a due passi dal monumento di Giuseppe Garibaldi, che in quel punto costiero fece tappa durante le avventure risorgimentali.

Ma come ha fatto la bomba a passare inosservata dopo tutti questi decenni senza che nessuno se ne accorgesse?

Del resto, i sentieri delle Bandite di Scarlino, in quella fetta che parte da Portiglioni, sono battuti continuamente tanto dalle persone del posto quanto dai turisti.

La spiegazione più razionale che si sono dati gli esperti è quella legata alle piogge e al maltempo delle ultime settimane, che hanno smosso il terreno quel tanto che basta per aver riportato in superficie la vecchia Santa Barbara. Le autorità comunque non hanno esitato a mobilitarsi per sventare ogni pericolo, cercando di condurre le operazioni sottotono - seppur nella massima sicurezza per loro e per gli eventuali passanti - così da non creare facili allarmismi. E una volta rispettate le procedure e gli iter organizzativi, ieri sono arrivati a Cala Martina gli artificieri scortati dai carabinieri della stazione scarlinese, che con alcuni interventi di precisione, portati avanti con la massima cura, sono riusciti a disinnescare e rimuovere la bomba con ancora il detonante inserito. Operazioni che sono durate un po' di tempo, ma che alla fine si sono concluse nel migliore dei modi, facendo sparire il pericolo da quel bosco battuto ogni anno da centinaia di persone, proprio a due passi dal monumento al Beppone nazionale. (a.f.)

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